CronacaHomeIn Evidenza

EREDITÀ DA 30 MILIONI, INDAGATA UNA 70ENNE: MORTE DI UN’ANZIANA E TESTAMENTO SOTTO LA LENTE DELLA PROCURA

Eredità da 30 milioni, indagata una 70enne: sospetti su testamento e morte di un’anziana

PETTORANO SUL GIZIO – Un patrimonio da quasi trenta milioni di euro, un testamento contestato e il sospetto di una manipolazione ai danni di un’anziana fragile. È su questo intreccio che si muove l’inchiesta aperta dalla Procura della Repubblica di Sulmona, che vede indagata una 70enne originaria di Pettorano sul Gizio con l’ipotesi di circonvenzione d’incapace.

A far scattare gli accertamenti è stato un avvocato romano di 75 anni, nipote della donna deceduta e cugino dell’indagata, che ha presentato un esposto chiedendo anche il sequestro della cartella clinica dell’ospedale di Sulmona e il ricorso a un incidente probatorio. L’obiettivo è chiarire le condizioni di salute e di capacità dell’anziana negli ultimi mesi di vita, oltre alla validità del testamento.

La vicenda ruota attorno a una donna di 90 anni, originaria della Valle Peligna, vedova di un magistrato e con una famiglia di rilievo nel piccolo centro. Dopo aver vissuto a Roma, dove era stata anche investita da un motociclista e ricoverata in una struttura sanitaria, era rientrata a Pettorano sul Gizio. Qui, secondo la denuncia, sarebbe stata affidata a due persone che l’avrebbero ospitata per conto della nipote oggi indagata.

Le accuse, tutte da verificare, delineano un quadro pesante: l’anziana, non più autosufficiente e impossibilitata a deambulare, sarebbe stata di fatto isolata e costretta a vivere in casa senza possibilità di uscire. I due ospitanti, sempre secondo quanto riferito dal denunciante, avrebbero gestito la pensione della donna, mentre la situazione complessiva avrebbe inciso sul suo stato psicofisico fino al decesso, avvenuto nel marzo 2025.

Dopo la morte è emerso il testamento che assegna l’intero patrimonio – tra immobili, terreni e denaro – alla nipote 70enne. Un passaggio che ha innescato la battaglia legale. Il 75enne ha impugnato l’atto in sede civile, sostenendo che la zia sarebbe stata circuita non solo dalla cugina, ma anche da altre persone coinvolte nella gestione quotidiana della donna.

La vicenda si è così sdoppiata: da un lato il procedimento civile sul testamento, dall’altro il filone penale con due fascicoli aperti, uno a Sulmona e uno a Roma. Nell’esposto si fa riferimento anche alla presunta sottrazione di una maschera in oro massiccio appartenuta all’anziana.

La Procura peligna ora valuta i prossimi passaggi. Se verrà accolta la richiesta dell’avvocato, potrebbe essere disposto un incidente probatorio per una perizia approfondita sulla documentazione clinica e sugli atti testamentari. Un passaggio chiave per fare luce su una vicenda complessa, dai contorni ancora tutti da chiarire, che si muove tra sospetti familiari e un’eredità milionaria.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *