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CARCERE DI SULMONA: CARENZE, SOVRAFFOLLAMENTO E SICUREZZA

Carcere di Sulmona, visita del Cnpp-Spp: “Carenze, sovraffollamento e sicurezza, è un disastro”

SULMONA – Un quadro allarmante, fatto di carenze di organico, criticità strutturali e condizioni di lavoro sempre più difficili. È quanto emerge dalla visita “ispettiva” effettuata dal sindacato di polizia penitenziaria Cnpp-Spp all’interno del carcere di Sulmona.

A tracciare un bilancio severo sono stati i dirigenti sindacali Aldo Di Giacomo, Mauro Nardella e Gaetano Consolati, rispettivamente segretario generale, nazionale e territoriale, che hanno parlato apertamente di una situazione “disastrosa”.

“Abbiamo trovato colleghi con sguardi cupi, pochissimi sorrisi ma tante strette di mano quasi a volerci trasmettere una richiesta d’aiuto – hanno dichiarato –. È un clima che ci preoccupa moltissimo, segno di una forte sofferenza anche dal punto di vista umano”.

Secondo il sindacato, le condizioni di vita e di lavoro all’interno dell’istituto sarebbero fortemente compromesse. Alla base delle criticità, una combinazione di fattori: carenza di personale, sovraffollamento dei detenuti e problemi strutturali che rendono ancora più complessa la gestione quotidiana.

I numeri evidenziano la difficoltà: a fronte di un organico previsto di 255 unità di polizia penitenziaria, attualmente se ne contano 230 in forza, ma considerando assenze e turnazioni, il personale effettivamente in servizio scenderebbe a circa 160 unità al giorno per gestire 667 detenuti. Una situazione che porta, soprattutto nei turni pomeridiani, ad avere anche un solo agente per piano, con 90-100 detenuti, e in alcuni casi uno per due piani.

“Diventa praticamente impossibile effettuare controlli straordinari efficaci per contrastare l’ingresso di droga e telefoni”, sottolineano i sindacalisti, evidenziando come gli agenti siano spesso costretti a doppi turni per garantire i servizi essenziali.

Non meno preoccupante il quadro sul fronte strutturale. Tra le criticità segnalate: l’assenza di un sistema di videosorveglianza esterna, la mancanza di reti anti-intrusione e di protezioni alle finestre, oltre alla carenza di sistemi anti-drone e jammer per contrastare l’introduzione di oggetti dall’esterno. “Le promesse del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria sono state tante, ma finora non si sono tradotte in interventi concreti”, attaccano dal sindacato.

Problemi emergono anche nei reparti più recenti, come quello “Oro”, dove sarebbero già stati registrati disservizi, tra cui la mancanza di acqua calda e malfunzionamenti degli impianti di videosorveglianza e riscaldamento.

A tutto questo si aggiungono le difficoltà logistiche legate alla caserma, ormai satura, e la mancanza di risorse adeguate per i detenuti lavoranti, rimaste invariate nonostante l’aumento della popolazione carceraria.

Particolarmente critico anche il fronte sanitario: nel 2025 sono state effettuate oltre mille visite specialistiche esterne, con decine di accessi al pronto soccorso e ricoveri, un dato che incide pesantemente sull’organizzazione del personale. “Serve un polo unico per i ricoveri dei detenuti e la creazione di poliambulatori interni agli istituti”, ribadiscono.

Da qui l’appello all’amministrazione penitenziaria: “Bisogna intervenire subito. A Sulmona non c’è solo un problema di sicurezza interna ma anche di sicurezza pubblica, considerata la tipologia di detenuti presenti. Non si può più aspettare”.

Un commento su “CARCERE DI SULMONA: CARENZE, SOVRAFFOLLAMENTO E SICUREZZA

  • Il resto della nazione è nella stessa situazione se non peggio in certe circostanze.
    Non pensate a darvi da fare per risolvere i tanti problemi ?
    Riforme ?

    Risposta

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