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POLIZZE FANTASMA: SPUNTA UNA CONTRO DENUNCIA

Polizze fantasma, spunta una contro-denuncia: “Ricattata e truffata per 40mila euro”

SULMONA – Si complica e si arricchisce di nuovi sviluppi l’inchiesta sulle cosiddette “polizze fantasma”, partita dalla Procura di Chieti e approdata anche a Sulmona. Al centro della vicenda ora c’è una contro-denuncia presentata da una agente assicurativa di 57 anni, che ribalta la versione finora emersa.

La donna si è rivolta alla guardia di finanza di Sulmona, guidata dal capitano Cecilia Tangredi, denunciando un allevatore 66enne di Pettorano sul Gizio per presunti ricatti, molestie e una truffa che ammonterebbe a circa 40mila euro. Secondo il suo racconto, l’uomo – suo ex cliente – avrebbe approfittato negli anni della sua fiducia, ottenendo prestiti e il pagamento di diverse polizze, promettendo più volte di restituire le somme.

Una versione diametralmente opposta a quella sostenuta dal 66enne, che aveva accusato la donna e il figlio di aver sottratto circa mezzo milione di euro in oltre dieci anni.

A supporto della propria denuncia, la 57enne ha consegnato agli investigatori una consistente documentazione: annotazioni sui prestiti, tracciamenti delle polizze e soprattutto numerosi messaggi ricevuti sul telefono. Conversazioni che, secondo quanto riferito, conterrebbero anche contenuti molesti e a sfondo sessuale, aprendo un possibile ulteriore filone d’indagine per atti persecutori.

Nella denuncia si parla anche di richieste di denaro accompagnate da pressioni e minacce, elementi che potrebbero portare la Procura a valutare anche l’ipotesi di estorsione.

La donna respinge con decisione tutte le accuse mosse nei suoi confronti, parlando di “contestazioni infondate” e di una “campagna diffamatoria” che starebbe danneggiando gravemente lei e il figlio, sia sul piano economico che su quello dell’immagine. “Siamo completamente estranei all’inchiesta di Chieti e abbiamo sempre lavorato onestamente”, afferma.

Anche il figlio, 34 anni, ha chiesto di essere ascoltato dal procuratore Luciano D’Angelo per chiarire la propria posizione. Madre e figlio, già nei mesi scorsi, avevano segnalato la vicenda all’autorità giudiziaria, integrando poi recentemente la denuncia.

Ora sarà la magistratura a fare chiarezza su una vicenda che si preannuncia complessa e che potrebbe aprire nuovi scenari investigativi, tra accuse contrapposte e un intreccio di rapporti personali e professionali ancora tutto da c

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