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NUOVO SCEMPIO ARCHEOLOGICO A CASE PENTE (Video)

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Case Pente, il Coordinamento attacca: “Sepolta la strada romana, distrutto un altro pezzo di storia”

SULMONA – “Un nuovo scempio archeologico”. È durissima la presa di posizione del Coordinamento “Per il clima Fuori dal Fossile”, che denuncia la distruzione di una strada di epoca romana rinvenuta nell’area di Case Pente durante gli scavi legati alla realizzazione della centrale Snam.

Nel comunicato firmato da Mario Pizzola si sostiene che l’antico tracciato, una strada glareata – cioè acciottolata – emersa nel corso delle indagini preventive, sarebbe stato definitivamente sepolto dai lavori. “Non esiste più – si legge – inghiottito dalle ruspe nell’ambito di un’opera ritenuta devastante, inutile e pericolosa”.

Il Coordinamento punta il dito anche contro il Ministero della Cultura e la Soprintendenza Archeologica dell’Aquila, accusati di aver autorizzato l’intervento nonostante la rilevanza del ritrovamento. Secondo gli attivisti, la presenza della strada avrebbe imposto una scelta diversa: modificare o spostare il progetto della centrale. Una strada, però, che – denunciano – non è stata percorsa, anche per evitare ritardi nei lavori e il rischio di perdere i finanziamenti del Pnrr.

Nella nota si richiama inoltre la normativa che tutela i beni archeologici, sottolineando come le strade romane siano protette dalla legge e come il codice penale preveda sanzioni per chi danneggia o distrugge testimonianze di valore storico.

Particolarmente rilevante, secondo il Coordinamento, sarebbe stato anche il contesto in cui si inseriva il tracciato. La strada, infatti, si dirigeva verso il Vallone Grascito, alle spalle del cimitero, in direzione del sito archeologico di Ocriticum, a Cansano, facendo ipotizzare un collegamento con la viabilità antica dell’area, forse riconducibile alla via Claudia Nova. Un’ipotesi che, viene evidenziato, non potrà più essere verificata.

La denuncia si estende all’intera area di Case Pente, ritenuta tra le più importanti del Centro Abruzzo, dove sarebbero state compromesse anche altre testimonianze di grande valore, tra cui un insediamento dell’Età del Bronzo con oltre quaranta capanne, risalente a circa 4200 anni fa.

Non manca infine un affondo politico. Il Coordinamento chiama in causa le amministrazioni comunali, accusando gli ultimi due sindaci di Sulmona di non aver contrastato l’intervento e di aver consentito alla Snam di operare senza adeguati vincoli sul territorio.

Una posizione netta che riaccende il confronto su Case Pente e sul delicato equilibrio tra realizzazione delle opere e tutela del patrimonio storico e culturale.

2 commenti riguardo “NUOVO SCEMPIO ARCHEOLOGICO A CASE PENTE (Video)

  • Gigio Gigione

    Tirabassi è il Sindaco che meno responsabilità ha perché si è ritrovato una situazione compromessa e un impianto già realizzato per gran parte e ricordo che non ha mai fatto politica attiva prima di questa esperienza ma il sindaco amministra da solo? Di Piero ha amministrato da solo o aveva una coalizione che è la stessa con cui poi Pizzola si è candidato alle ultime elezioni?

    Risposta

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