RANDAGISMO, BILANCIO POSITIVO DELLA ASL
Randagismo, bilancio positivo della Asl: meno cani nei canili, aumentano adozioni e sterilizzazioni
L’AQUILA – Un trend in netto miglioramento nella lotta al randagismo emerge dai dati diffusi dalla Asl provinciale dell’Aquila, che traccia un bilancio positivo dell’attività svolta tra il 2021 e il 2025. Meno cani nelle strutture di ricovero, più sterilizzazioni e un incremento delle adozioni rappresentano i segnali più evidenti di un sistema che, grazie alla collaborazione tra istituzioni e volontariato, sta producendo risultati concreti.
Il tema è stato al centro di un incontro tenutosi nei giorni scorsi all’Aquila, fortemente voluto dal manager della Asl, Paolo Costanzi, proprio per rafforzare la sinergia con le associazioni di volontariato, considerate un pilastro fondamentale soprattutto sul fronte delle adozioni. Alla riunione hanno partecipato anche il direttore del dipartimento di Prevenzione, Massimo Ciuffetelli, e il direttore del servizio sanità animale, Luigi Petrucci.
I numeri raccontano con chiarezza il cambiamento in atto. I cani introdotti nei canili sanitari della provincia sono passati dai 1418 del 2021 ai 922 del 2025, con una riduzione significativa di 496 unità. In parallelo, anche le presenze nelle strutture di ricovero sono diminuite, con un calo di 487 animali. Risultati resi possibili soprattutto dall’intensificazione delle attività di sterilizzazione, quasi raddoppiate nel quinquennio: dagli interventi effettuati nel 2021 (995) si è arrivati ai 1702 del 2025, con un incremento di 707 operazioni. Un impegno che ha riguardato anche i gatti, con 1190 sterilizzazioni effettuate solo nell’ultimo anno.
Determinante, oltre all’azione della Asl, il contributo delle associazioni di volontariato, sempre più attive nel promuovere e sostenere le adozioni, contribuendo così a svuotare progressivamente i canili.
Importante anche il lavoro sull’identificazione degli animali: nel 2025 sono stati applicati 6796 microchip tra cani e gatti, un dato in linea con quello dell’anno precedente. Ogni anno, infatti, in provincia vengono identificati circa 6800 animali, grazie anche alla rete capillare di ambulatori veterinari privati, recentemente autorizzati dalla Regione a gestire le variazioni anagrafiche. I cittadini possono così rivolgersi direttamente a queste strutture per registrare passaggi di proprietà, smarrimenti, trasferimenti e decessi.
Nel corso dell’incontro è emersa anche la necessità di rafforzare ulteriormente la collaborazione con i Comuni e le Polizie locali, per rendere più incisiva l’attività di controllo sul territorio. Centrale resta il tema dell’educazione al possesso responsabile degli animali, da promuovere attraverso campagne di sensibilizzazione mirate.
A ribadire il ruolo chiave del volontariato è stata Gabriella Miglietta, presidente di una delle associazioni presenti: le associazioni, ha sottolineato, rappresentano il vero motore delle adozioni e contribuiscono in modo determinante a ridurre la mortalità nei canili, soprattutto tra gli animali più anziani. L’obiettivo, condiviso da tutti i soggetti coinvolti, è quello di arrivare a “zero cani in canile”, trasformando le strutture da luoghi di permanenza prolungata a semplici tappe temporanee verso una nuova famiglia.
Un traguardo ambizioso, ma che alla luce dei dati sembra oggi più vicino.


