GIUENNE (GIOVANNI)
GIUENNE
(Giovanni)
di ENNIO BELLUCCI
Alla vita majje de Giuenne najje
cunescieute ‘na fraiche:
Giuenne, Giuannine, Giuanniolle,
Giuannaune, Gianne i n’atra poche.
Ma eune ĆØ state lu miojje.
Eve ‘nu tipe particolare i originale.
Pe’ ricela tutte eve peure sempateche, no a tutte, ma a mojje secheure!
Faceve l’aucate, i recivene
“l’amecarelle”.
Mentre stionche a scrivere e come
se lu tenesse ecche ‘nnenze, lu stionche
proprie a reverajje, tali i quale,
come eve da voive.
Elegante, spereteuse, sorridente,
chiacchiaraure, ‘nche lu sighere toscane
‘mmocche i la battute sempre pronte.
Emme passate ‘na fraiche de feste ‘nziombre, semme recriete a magne’ i bevere, i a fuma’.
Quante bbaste’ i ce uleve.
‘Na saire alla casa sajje ‘che
Marcelle, Gianne, Armande, i…..
ne’ me recorde, s’abbuttemme de fegatezze, cojje fette come venne fatte,
i fascieule repassete alla fressaure…
‘na godurie… ma dope fu ‘nu miozze
ueje.La notte se sunnemme i
scrufijjeune, troppe se ne magnemme.
Ma n’ce ne ‘mpurto’ nionte.
La matoine dope se ‘ncuntremme alla piazze, i subbete me recio’: “Allaure ‘nte sci muorte, sci ancore voive.Meno male! Accusci’ putemme
refa’ n’atra vote”. I ce reciufeleĀ sci proprie ‘ngurde, ma proprie asse’…ah…ah… respunniotte!
Iemmese a fa’ ‘na camenete,me recio’.
A llu centro storiche de Pratele: a Slumaune. Come a Slumaune?
Perche’ ne le se, o fe finte…
quoile e lu centre de Pratele …paddavaire.
I l’avemme sole rate ‘mprioste….
‘Nsaleute!
Isse da democristiane i Sindeche, iojje
da comuniste i Consigliere capogruppo de
l’opposizione a llu Consiglie comunale,
s’afferravame spisse. La ggente fine a fore
le schele a sentojje, a fa lu tife i a batte
le mene. Se ne reciavame tanteĀ che
” puzza naire”. Pero’ dope, se reciavame.
:” Quande emme fenoite ‘nte ne iojje, ca
emmera sta aunoite. Emmera iojje a GiulianeĀ ca ci sta arraspetta’.
Semmera magne’ che le linguine, che i manche la parole, ca sa fa isse,
i sole isse.”Cheste eve l’amecizie, cheste eve ulerese bbene, anche se n’ la pensavame alla stessa manere.
Succere’ perche’ ‘na vote mene’ proime
la stima, lu respiotte, l’amecizie e ci stivene
i valori. AppriosseĀ arrivivene le bbandiere,
bianche o rosce che sine.
N’abbaste ricere ivene etre tiompe!
Sci anche caile. Ma, soprattutte, ivene etre
Uomene… o no?
Ciao Giue’. Iosce massaire?
Iojje vajje a trua’ Giuliane, me porte pure
‘na ponte de fegatezze.
Teuu che fe!?
Ce vojje…
di Claudio Lattanzio
Lāamicizia oltre le bandiere: il ritratto umano di āGiuenneā nella poesia di Ennio Bellucci
CāĆØ qualcosa di profondamente autentico e disarmante nella poesia āGiuenneā di Ennio Bellucci. Non ĆØ solo un omaggio a Giovanni Margiotta, ma un vero e proprio affresco umano, costruito con la materia viva dei ricordi, delle risate, delle discussioni e di quella quotidianitĆ condivisa che diventa, col tempo, memoria collettiva.
Il dialetto pratolano non ĆØ qui un semplice strumento espressivo: ĆØ la chiave emotiva del racconto. Bellucci lo usa per restituire immediatezza, per far rivivere Giuanne non come figura distante o idealizzata, ma come presenza concreta, quasi tangibile. āMentre stionche a scrivere⦠lu stionche proprie a reverajjeā: il poeta non descrive, rievoca. E in questa rievocazione cāĆØ tutta la forza della nostalgia.

Il ritratto di Giovanni Margiotta ĆØ vivido, affettuoso, mai retorico. Non ĆØ soltanto il sindaco democristiano di Pratola, ma anche uno degli avvocati più noti, stimati e ricercati del Foro di Sulmona e dellāintero Abruzzo. Una figura autorevole, dunque, ma al tempo stesso profondamente umana: elegante, spiritoso, con il sigaro toscano in bocca e la battuta pronta. Un professionista affermato che, fuori dalle aule giudiziarie e istituzionali, sapeva essere soprattutto amico.
Le serate tra amici, tra āfegatezzeā, fagioli ripassati e risate, diventano simbolo di un tempo in cui la convivialitĆ era sostanza, non contorno. Scene semplici, ma cariche di significato, che restituiscono il senso più vero della comunitĆ e dei legami.
Ma il cuore più profondo della poesia sta nel racconto dellāamicizia che resiste alle differenze. Bellucci e Margiotta siedono su fronti opposti: uno sindaco democristiano, lāaltro capogruppo comunista allāopposizione. Eppure, proprio in questo contrasto si misura la grandezza del loro legame. Le discussioni accese in consiglio comunale, seguite da una platea attenta fino alle scale dellāaula, non incrinano nulla. Anzi, diventano quasi uno spettacolo civico, un confronto vero, vissuto, partecipato.
Il passaggio più significativo della poesia è anche il suo messaggio più universale:
āCheste eve lāamecizie, cheste eve ulerese bbene, anche se nā la pensavame alla stessa manere.ā
Qui Bellucci va oltre il ricordo personale e consegna una riflessione che parla anche al presente. Lāamicizia vera, suggerisce, nasce e resiste proprio nella diversitĆ , quando alla base ci sono stima, rispetto e valori condivisi. Le ābandiereā ā bianche o rosse che siano ā arrivano dopo, e non devono mai diventare muri.
CāĆØ in questi versi anche una sottile malinconia, quasi una presa dāatto: āivene etre tiompeā. Erano altri tempi, certo. Ma la domanda finale resta sospesa, provocatoria: āMa, soprattutte, ivene etre Uomene⦠o no?ā. Non ĆØ solo nostalgia, ĆØ un invito a interrogarsi su cosa si ĆØ perso lungo la strada.
āGiuenneā ĆØ, in definitiva, una poesia che unisce memoria privata e valore pubblico. Racconta unāamicizia, ma parla a tutti. Ricorda che si può discutere, scontrarsi, avere idee opposte, senza perdere il rispetto e lāumanitĆ . E che forse ĆØ proprio questo, oggi più che mai, il messaggio più prezioso.



Caro Ennio,
l’hai tenuta “segregata” ma ce la regali ora con immensa mia gioia,per quanti come me,hanno conosciuto il valore ed il valere dell’uomo Giovanni Margiotta.
Sei insuperabile,come tale era il nostro Amico Giovanni.
H I G H L A N D E R.
….quando l’amicizia, il rispetto reciproco, il piacere e la gioia di stare insieme erano valori veri, reali,concreti. Seppure da posizioni diverse emerge un rapporto,una frequentazione fatta di stima e condivisione di principi fondamentali. Ancora una volta bravo Ennio che ci ricorda uomini, purtroppo scomparsi, che hanno segnato il nostro paese, la nostra comunita’, il nostro territorio.
Che nostalgia………che bello! Evviva l’amicizia( vera)….che aiuta a vivere ….
*Gaetano Villani. Leggendo la formidabile lirica di Ennio ĆØ affiorato in un ricordo della mia infanzia. Anche a Manoppello c’era un avvocato di nome Giovanni, ma era esattamente l’opposto dell’avvocato Giovanni Margiotta. Intanto pretendeva il “Don” pur non avendone diritto ed era la prepotenza fatta uomo. Uno spauracchio anche per noi ragazzini, perchĆ© rifilava ceffoni a chi gli capitava a tiro. Ovviamente non aveva eredi e, pertanto, al funerale non c’era nessuno e la sua tomba al cimitero ĆØ sempre spoglia e senza fiori. Anche io ho battagliato con Giorgio il sindaco di Manoppello che ĆØ diventato Presidente della Provincia ma, per esempio, questo non ci ha impedito, tempo fa, di ritrovarci a pranzo di capretto insieme a Ennio e un altro eminente personaggio. Ultima nota: i fagioli di Pratola: unici e favolosi.
Caro amico ancora una volta hai fatto centro hai parlato di una qualitĆ di vita lāamicizia cosa rara eā una cosa seria di rispetto reciproco anche quando si hanno idee diverse oggi questo non ĆØ stato trasmesso la gioventù quando discutono si crea un separeā. Nellāanima non va bene ,poi con Giovanni. Persona disponibile con tutti ma vedere te e lui vestiti sempre con una sobria eleganza che si esprimeva anche con la gestualitĆ e le parole avanti ! Non fermarti ciao
In questa poesia di Ennio Bellucci affiora una memoria che sa di vino, di sigaro, di feste improvvisate e di discussioni che si scioglievano sempre in una risata.
Emerge lāamicizia vera, quella che non si lascia scalfire dalle ideologie. I due protagonisti si scontrano, si punzecchiano, si āafferranoā in consiglio comunale, ma poi tornano a cercarsi, a mangiare insieme, a condividere la vita. Ć un rapporto che dimostra quanto la stima e lāaffetto possano prevalere sulle bandiere, lāasciando al centro lāumanitĆ .
CāĆØ poi quel clima sociale e non āsocialā, quel sapore che oggi sembra lontanissimo: Le feste, le camminate, le mangiate collettive, le battute scambiate per strada e tutto parla di un tempo in cui le relazioni erano fatte di presenza pulsante.
E cosa dire dei personaggi? Mentre leggevo mi erano seduti accanto con i loro difetti e le loro virtù, le loro manie e la loro ironia.
Le storie quando sono vere non conoscono i limiti del tempo e questa poesia ĆØ un atto dāamore verso un amico, verso un paese, verso un modo di stare al mondo che sembra destinato a non perdersi MAI.
E la chiusa? Con quel āTeuu che fe!? Ce vojjeā¦ā, mi ĆØ arrivato come un abbraccio mai spezzato…
Tutto molto āvivoā ⦠si, questo ĆØ lāaggettivo che mi viene dal cuore.
Grazie Ennio!!
Amicizia
” Una grande amicizia ha due in gredienti principali: il primo ĆØ la scoperta di ciò che ci rende simili,il secondo ĆØ il rispetto di ciò che ci fa diversi.”
(S.Littleword)
Caro amico ancora una volta hai fatto centro hai parlato di una qualitĆ di vita lāamicizia cosa rara eā una cosa seria di rispetto reciproco anche quando si hanno idee diverse oggi questo non ĆØ stato trasmesso la gioventù quando discutono si crea un separeā. Nellāanima non va bene ,poi con Giovanni. Persona disponibile con tutti ma vedere te e lui vestiti sempre con una sobria eleganza che si esprimeva anche con la gestualitĆ e le parole avanti ! Non fermarti ciao