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DEMOCRAZIA BULGARA

7 aprile 1946

DEMOCRAZIA BULGARA

di Fabio Valerio Maiorano

Dopo più di vent’anni di governo monocratico dei podestà, e dopo i due anni di reggenza dei componenti del CNL (il Comitato Nazionale di Liberazione), nel 1946 si torna alle urne e si vota col sistema maggioritario: sebbene in qualche modo scontati, i risultati del 7 aprile (10.954 i voti validi), premiano oltre misura la Democrazia Cristiana che fa la parte del leone: con 4665 voti, conquista 24 dei 30 seggi in Consiglio Comunale mentre i socialcomunisti se ne aggiudicano solo sei, a fronte di 3426 voti.

Alla tornata elettorale, la prima in assoluto per un’intera generazione che era stata nutrita da “fasci e moschetto”, prendono parte anche i liberali con la lista civica SMPE (296 voti) e la lista degli azionisti, repubblicani, reduci e combattenti, che ne conquistano 1640. Il consigliere più votato è Giuseppe Giammarco (che colleziona 4623 preferenze), seguito a ruota da Amedeo Felice in (4594) e da Antonio Tursini, con una preferenza in meno, 4593.

Eletto sindaco, Giuseppe Giammarco resterà in carica per meno di quattro mesi, dal 18 aprile all’8 agosto 1946. In Giunta, il 2 maggio, sarà chiamata anche Lidia Barbati, prima donna a rivestire l’incarico di assessore. Da pochi mesi le donne avevano conquistato il diritto al voto ma di “quote rosa” si cominciò a parlare più di cinquant’anni dopo…

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