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PASQUA BLINDATA SUL MORRONE: ORDINANZE IMPROVVISATE E TURISMO LASCIATO ALLO SBANDO

Un’ordinanza confusa, mal comunicata e arrivata nel momento peggiore possibile: così l’amministrazione guidata dal sindaco Luca Tirabassi riesce nell’ennesima impresa di trasformare un’opportunità in un autogol.

Dal 2 al 7 aprile, in pieno ponte pasquale, mentre il sole riportava finalmente movimento e presenze nella Valle Peligna, è scattato lo stop all’accesso ai sentieri del Morrone. Una decisione che, più che prevenire criticità, ha generato caos e frustrazione.

Il risultato? Centinaia di visitatori – tra turisti e residenti – hanno fatto quello che da sempre si fa in questi giorni: salire verso l’Eremo di Sant’Onofrio per la tradizionale “scampagnata”, (per i pratolani è una consuetudine che fa parte della storia del paese. Solo che, una volta arrivati, hanno trovato tutto chiuso. Nessun cartello, nessun avviso, nessun agente della municipale a intercettare i flussi. Solo porte serrate e persone lasciate senza spiegazioni dopo aver affrontato il percorso.

Una gestione che rasenta l’improvvisazione e che si aggrava ulteriormente se si guarda al contorno: il punto ristoro resta un fantasma, chiuso da anni e mai restituito a una funzione minima di accoglienza. E mentre si parla di affidamenti all’Associazione Celestiniana, sul campo non si vede nulla. Né servizi, né organizzazione, né una strategia.

Il problema, però, è più profondo. Questo episodio è solo l’ennesimo sintomo di una visione che non c’è. Il Morrone, l’eremo, l’Abbazia Celestiniana, Campo 78: un patrimonio unico che potrebbe essere cucito insieme in un percorso turistico-religioso strutturato, capace di attrarre visitatori tutto l’anno. E invece resta un puzzle scomposto, senza regia, senza promozione e senza servizi adeguati.

E pensare che proprio in questi luoghi visse da asceta Pietro da Morrone, prima di diventare papa e partire verso L’Aquila per l’incoronazione a Collemaggio. Una storia potente, identitaria, che altrove sarebbe il cuore di un’offerta turistica integrata. Qui, invece, continua a essere trattata come un dettaglio secondario.

La sensazione, ormai difficile da smentire, è che si navighi a vista. Ordinanze calate dall’alto, senza pianificazione né comunicazione, finiscono per colpire proprio quei flussi che si dovrebbe incentivare. E mentre i visitatori tornano a casa con l’amaro in bocca, il territorio perde credibilità.

Non è solo una questione di disservizi. È un problema di visione, di capacità amministrativa e di rispetto per un patrimonio che meriterebbe ben altro destino. E che, ancora una volta, viene sacrificato sull’altare dell’approssimazione.

Un commento su “PASQUA BLINDATA SUL MORRONE: ORDINANZE IMPROVVISATE E TURISMO LASCIATO ALLO SBANDO

  • Mimmo De Bellis

    Ringrazio sentitamente per aver dato una immeritata pubblicità’ al sottoscritto in occasione della presentazione del Dizionario del vernacolo sulmonese.
    Spero vivamente che la nostra fatica possa interessare i sulmonesi inerente alla tematica del dialetto che rappresenta la storia del nostro passato.
    Ringrazio e porgo i più cordiali saluti.

    Risposta

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