Cronaca L'AquilaDalla regioneIn-Evidenza L'Aquila

ELIO URSINI. L’AQUILA… GRAZIE PER QUELLO CHE SEI STATA, PER QUELLO CHE SEI E PER QUELLO CHE SARAI PER ME, SEMPRE

di Elio Ursini*
L’AQUILA – Sono passati 17 anni…
ma il ricordo di quella notte è così vivo che sembra che non sia trascorso neanche un minuto da quel tragico 6 aprile 2009.
Nelle foto io e mia madre eravamo sicuramente più giovani… io avevo molta meno esperienza di oggi…
Ci si addestra per affrontare le emergenze… ma ciò che ho appreso a caro prezzo nel terremoto che colpì la mia città lo si può imparare solo vivendo un sisma sulla propria pelle…
Ho compreso, purtroppo, che vivere un’emergenza in prima persona è una cosa ben diversa da portare soccorso lontano da casa ad altre persone…
Vivere un terremoto in doppia veste (da terremotato e da soccorritore) è un alternarsi di stati d’animo…
Si passa dalla paura iniziale per il mondo che ti sta crollando addosso… alla preoccupazione per i propri familiari… allo smarrimento di non aver più una casa… alla scarica di adrenalina di chi vorrebbe spostare le montagne per aiutare la propria città!
Ricordo che presi servizio e mentre con i miei due colleghi (Gianluca e Antonio) ci trovammo a scavare macerie nel centro storico della mia città, mamma si recò a svolgere il proprio lavoro in ospedale.
Forse il giorno più difficile di sempre per il personale sanitario.
Un numero grandissimo di feriti e un ospedale gravemente danneggiato dal sisma.
Ci rivedemmo solo svariati giorni dopo senza neanche sentirci.
Emotivamente avevo un continuo alternarsi di alti e bassi… adrenalina pura che si scontrava con la sofferenza di vedere la mia città distrutta…
Le strade in cui ero passato qualche ora prima erano totalmente irriconoscibili…
Ricordo la gioia e gli applausi per una vita salvata e il grande sconforto per una vita persa… cercando di nascondere le lacrime per sembrare forte… ma non si può avere forza davanti ad una vita che si spegne sotto il peso delle macerie…
Ricordo anche il mio servizio in Di.Coma.C. e soprattutto il giorno in cui in un momento di nervosismo ebbi un duro scontro con mia madre quando mi disse che mi stavo preoccupando di tutti ma non mi stavo interessando della mia famiglia…
E poi ricordo con gioia quando fu deciso di allestire una tendopoli che fosse un campus emergenziale per l’Università degli Studi dell’Aquila presso il polo di Coppito al fine di assistere tutti quei ragazzi che avevano affidato a L’Aquila la loro crescita culturale e professionale e che da un giorno all’altro si erano trovati nello smarrimento più totale…
beh ancora oggi credo che fu un’idea vincente… dopo una settimana si fece la prima seduta di laurea in una tenda montata fuori il polo di Coppito…
Dopo 10 giorni le prime lezioni e i primi esami in tenda…
Ancora oggi vorrei ringraziare tutti quei giovani fuori sede che avrebbero potuto trasferirsi altrove e invece decisero, facendo tanti sacrifici, di restare e credere in quella città ferita.
L’emergenza a L’Aquila per me è stata dura… ma allo stesso tempo una grande scuola…
Da quel momento in poi ho avuto un approccio alle emergenze totalmente diverso… comprendi cosa si prova quando in pochi secondi ci si trova a non avere più certezze e a vivere una realtà che sembra un brutto sogno… ma che se provi a chiudere gli occhi e poi li riapri ti accorgi che è tutto vero…
Grazie a tutte le persone, gli studenti, i commercianti che non abbandonarono la città ma rimasero accanto a L’Aquila.
Grazie L’Aquila per quello che sei stata, per quello che sei e per ciò che sarai per me, sempre ❤

*Università dell’Aquila 

Un commento su “ELIO URSINI. L’AQUILA… GRAZIE PER QUELLO CHE SEI STATA, PER QUELLO CHE SEI E PER QUELLO CHE SARAI PER ME, SEMPRE

  • Ciao Elio, non ti conosco personalmente, come non conoscevo tutte quelle persone che, con spregio del pericolo e grande senso di umanità, si sono prodigate per la città e per la mia famiglia, ma vi ringrazio tutti per ciò che avete fatto in quei giorni terribili. È stato come sentirsi uniti in un grande abbraccio di conforto. Vigili del fuoco, alpini, protezione civile, sanitari e volontari vi porterò sempre nel cuore con eterna gratitudine.
    Le situazioni sono comprese solo da chi le vive, gli altri possono solo immaginare, ma l’immaginazione non è mai abbastanza per capire cosa si prova .
    Con il cuore in mano e un nodo in gola, vi abbraccio forte tutti.
    Grazie
    Margherita Flacco

    Risposta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *