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VIGILIA DA BATTICUORE: DOMANI LA “MADONNA CHE SCAPPA” TRA DEVOZIONE E VOLTI NUOVI

L’attesa è quasi finita. Domani, Domenica di Pasqua, piazza Garibaldi tornerà a essere il cuore pulsante d’Abruzzo per la “Madonna che scappa in piazza”. Un rito che non è solo una sacra rappresentazione, ma un intreccio indissolubile di fede, teatralità popolare e identità culturale che affonda le sue radici nel dramma liturgico medievale.

Il cammino verso la Resurrezione entra nel vivo stasera alle ore 21 con la traslazione del simulacro dell’Addolorata verso la chiesa di San Filippo Neri, seguita dalla solenne veglia pasquale delle ore 23.

Domani, domenica 5 aprile, il cronoprogramma è serrato:

  • Ore 10:00: Messa nella chiesa di Santa Maria della Tomba, presieduta dal vescovo Michele Fusco.

  • Ore 11:15: Partenza della processione verso la piazza.

  • Ore 12:00: Il momento clou con la storica “Corsa”.

  • Ore 18:30: Messa di chiusura dopo il rientro dei simulacri.

Dopo il sorteggio avvenuto nella chiesa di Santa Lucia, gli occhi di tutti saranno puntati sulla quadriglia della Confraternita di Santa Maria di Loreto. A guidare la corsa saranno i veterani Giampaolo Luongo (4 corse) e Guido Cirstensiense (3 corse), che scorteranno i debuttanti Augusto Bevilacqua e Salvatore Vanore.

Proprio durante i sorteggi, il priore Sandro Di Paolo e il parroco don Ramon Peralta hanno ricordato come i portatori non siano semplici figuranti, ma “missionari della Risurrezione”, chiamati a farsi carico delle speranze di un intero popolo. Una responsabilità che va oltre l’aspetto atletico, diventando un vero e proprio atto di servizio ecclesiale.

La manifestazione si distingue per una precisione scenografica che tocca il culmine al rintocco del mezzogiorno. Dopo i tre inviti dei santi Pietro e Giovanni, la Madonna uscirà da San Filippo vestita a lutto. Giunta a metà piazza, una volta scorto il Figlio Risorto, inizierà la sua corsa trionfale.

In quegli istanti carichi di adrenalina, avverrà il “mutamento”: il manto nero cadrà per rivelare un abito verde smeraldo, il fazzoletto del pianto lascerà il posto a una rosa rossa e dodici colombe bianche si leveranno in volo. Un momento che, nonostante il rammarico espresso da sindaco e vescovo per il divieto dei mortaretti, manterrà intatta la sua carica propiziatoria: la tradizione vuole infatti che una corsa fluida e un volo alto delle colombe siano segni di un anno prospero per la città.

Dalle origini trecentesche ai giorni nostri, la “Madonna che scappa” continua a trasformare statue in figure vive, capaci di evocare il legame universale tra madre e figlio. Al termine dell’incontro, la gioia si trasformerà in cammino comune con la processione cittadina, sigillando un altro capitolo della storia millenaria di Sulmona.

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