IL GIORNO DI FEDORA
4 aprile 1910
IL GIORNO DI FEDORA
di Fabio Valerio Maiorano
In piazza 20 Settembre c’è un orrendo palazzo tutto ricoperto di marmo, la sede di una banca, costruito sul sito nel quale un imprenditore coraggioso, Pasquale Caracciolo, nel
1908 decise di costruire un teatro. All’epoca, il liberty era di gran moda e il teatro segui quel gusto: ampia sala centrale, arredata con gusto e incorniciata da due file di palchi con comode poltrone, tutta dipinta con tinte pastello e rifiniture dorate; il soffitto, affrescato dal pittore Amedeo Tedeschi, rifletteva invece magici giochi di luci e colori che conferivano un tocco di classe e di eleganza a tutto l’ambiente. Il teatro Caracciolo, una struttura che Sulmona aspettava da sempre, fu inaugurato in pompa magna sabato 2 aprile 1910 con due opere: la Cavalleria Rusticana e i Pagliacci, con replica il giorno seguente. Invitati delle grandi occasioni, tutti rigorosamente in abito da sera e serata memorabile, anche per merito degli interpreti e dell’orchestra. Il successo prosegui nei giorni successivi: la sera del 4 aprile, lunedì, fu la volta di Fedora, la principessa russa protagonista di una sfortunata storia d’amore, seguita nei giorni successivi dalla Traviata di Giuseppe Verdi. La belle
époque si stava ormai avviando al tramonto, ma riusciva ad ammaliare ancora le sonnacchiose città di provincia. Ben presto, però, il
“Caracciolo” si dimostrò un cattivo affare, tanto che chiuse i battenti nel giro di un paio di anni e fu trasformato in un grande magazzino di mobili. Tra le due guerre rimase a lungo inutilizzato e durante la seconda guerra mondiale fu completamente distrutto da una bomba che lasciò in piedi la sola facciata, abbattuta definitivamente alla fine degli anni Cin-quanta, quando lasciò il posto ad un palazzo di tre piani…
Nella foto il teatro Caracciolo “sventrato” da una bomba


