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ARRESTATO ECO-ANARCHICO DI 26 ANNI: PROGETTAVA ATTENTATI AI DATA CENTER ISPIRANDOSI A UNABOMBER

Un’escalation di violenza digitale che stava per trasformarsi in minaccia concreta. Si è conclusa con l’arresto a Roma di Nicolò Galantini, 26enne originario di Giulianova e residente a Tortoreto, l’operazione antiterrorismo denominata “Paint it Black”. L’indagine, coordinata dalla Procura Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo dell’Aquila, ha sventato il piano di un giovane “eco-anarchico” pronto a colpire infrastrutture tecnologiche e centri dati.

L’attività investigativa, illustrata in conferenza stampa dal Procuratore Alberto Sgambati, dal sostituto Roberta D’Avolio, dal Questore Fabrizio Mancini e dai vertici di Digos e Polizia Postale, è nata nel dicembre 2025 dal monitoraggio costante degli ambienti digitali estremisti.

Galantini, che vantava un seguito di circa 200.000 follower su Instagram, era passato dalla diffusione di teorie anarco-primitiviste — volte a sovvertire la società tecnologica attraverso il sabotaggio — a una condotta molto più pericolosa. Secondo gli inquirenti, il giovane diffondeva manuali per la costruzione di armi con stampanti 3D, istruzioni per il munizionamento e, lo scorso 18 marzo, aveva pubblicato guide dettagliate per confezionare esplosivi artigianali utilizzando fertilizzanti.

L’arresto, firmato dal GIP Marco Billi, è avvenuto in un’abitazione nei pressi del Parco degli Acquedotti a Roma. Durante le perquisizioni, gli agenti hanno rinvenuto un vero e proprio kit del perfetto attentatore: armi bianche, una cartuccera con colpi calibro 12, fertilizzante, batterie e dispositivi elettronici.

“Siamo arrivati prima che potesse accadere qualcosa di grave”, ha dichiarato il Procuratore Sgambati, sottolineando come il web non sia un videogioco: “Chi condivide certi contenuti si rende partecipe di episodi gravissimi”.

Nonostante la vicinanza geografica con il luogo del recente decesso di due anarchici a Roma, il dirigente della Digos Roberto Mariani ha escluso collegamenti diretti: “In quel caso si parlava di matrice insurrezionalista, qui siamo nell’ambito dell’anarchismo verde o anarco-primitivista”. L’idolo di Galantini era Theodore Kaczynski, il famigerato “Unabomber” americano. Gli obiettivi nel mirino del 26enne erano i data center e le grandi aziende patrimoniali che gestiscono investimenti tecnologici.


Analisi del Video 

Il filmato documenta le fasi salienti dell’operazione di polizia e la propaganda diffusa dall’indagato:

  • L’irruzione e i sequestri: Le prime sequenze mostrano gli stemmi della Polizia di Stato e l’ingresso della Questura dell’Aquila. Seguono le immagini degli agenti della Digos e della Polizia Postale, in tenuta operativa e con i volti coperti da passamontagna, mentre fanno irruzione in un appartamento. Viene mostrato il materiale sequestrato: faldoni dell’indagine “Paint it Black”, passamontagna, coltelli a scatto e munizioni.

  • La propaganda eco-anarchica: Il video include estratti dei contenuti pubblicati sui social dall’arrestato. Una schermata recita: “Io e i ragazzi che assaltiamo i data center di AI per impedire che prosciughino laghi e fiumi”, accompagnata da immagini di un videogioco in prima persona che simula un assalto armato a una server room.

  • I manuali d’istruzione: Vengono mostrate le copertine dei manuali digitali diffusi da Galantini, tra cui guide per costruire una “Box Tube MAC-11” (pistola mitragliatrice fai-da-te), pistole calibro 12 improvvisate e persino una ricetta per il “Homemade C-4” firmata da Ragnar Benson.

  • Il richiamo a Unabomber: Una sequenza d’archivio mostra l’arresto del terrorista americano Theodore Kaczynski, confermando l’ispirazione ideologica dell’indagato.

  • L’arresto: Il video si conclude con le immagini del giovane, con il volto oscurato, condotto in manette dagli agenti fuori da un edificio, e un’inquadratura del corridoio della DIGOS (Divisione Investigazioni Generali Operazioni Speciali).

Cristiano Leggeri, direttore del Servizio polizia postale, ha concluso con un monito: “Il web non è una zona franca. I segnali deboli sono stati intercettati e approfonditi prima che diventassero una tragedia”.

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