MALTEMPO IN VALLE PELIGNA: CHUSI I SENTIERI DEL MORRONE PER MOTIVI DI SICUREZZA
L’ondata di piogge eccezionali che sta colpendo il territorio non concede tregua, spingendo le amministrazioni comunali di Sulmona e Pratola Peligna a correre ai ripari per garantire l’incolumitĆ pubblica. Con due distinte ordinanze, i sindaci hanno disposto la chiusura immediata dei principali sentieri escursionistici e delle vie d’accesso al Monte Morrone, divenuto sorvegliato speciale a causa del rischio idrogeologico.
Sulmona: stop al versante sud fino al 7 aprile
Il sindaco di Sulmona, Luca Tirabassi, ha firmato lāordinanza n. 4 che vieta categoricamente l’accesso a piedi e con mezzi motorizzati su tutto il versante sud della montagna. Il provvedimento resterĆ in vigore almeno fino al 7 aprile.
I sopralluoghi effettuati dal primo cittadino insieme al vicesindaco Mauro Tirabassi, alla Protezione Civile e alla Polizia Locale hanno evidenziato criticitĆ diffuse, portando alla chiusura di:
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Sentieri: R6 (Marane-Fonte DāAmore), R5-R6, Q6 (Marane Palazzo) e R8-S (Badia-Eremo di S. Onofrio).
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Accessi stradali: La strada di arroccamento per lāEremo di San Pietro Celestino, il Tagliafuoco dal cimitero di Bagnaturo, la strada per āLe Vicenneā, via San Giuseppe e via Fonte DāAmore.
Pratola Peligna: sentieri interdetti a tempo indeterminato
Non meno cauta l’amministrazione di Pratola Peligna, che ha disposto la chiusura temporanea della propria rete escursionistica. Qui il divieto non ha una data di scadenza fissa, ma resterĆ in vigore fino al cessare delle condizioni di pericolo e per tutta la durata dell’allerta meteo.
Le restrizioni riguardano i percorsi più frequentati da trekker e appassionati di mountain bike:
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Sentiero R1 (da Le Casette/Bagnaturo);
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Anello Colle delle Vacche ā Eremo di San Pietro;
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Sentiero R4 (da Roccacasale o Fonte Vicenne);
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Il collegamento tra Colle delle Vacche e la Vetta del Morrone.
Monitoraggio attivo
La situazione resta sotto la lente dāingrandimento dei tecnici comunali. Le piogge persistenti hanno reso il terreno instabile, aumentando il rischio di smottamenti e caduta sassi lungo i tracciati montani. Le autoritĆ locali ribadiscono l’importanza di non avventurarsi sui percorsi interdetti, sottolineando che la prioritĆ assoluta ĆØ evitare situazioni di emergenza in zone giĆ rese difficili dal fango e dalle intemperie.


