L’ABRUZZO E’ FRAGILE. SENZA ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO LE EMERGENZE NON SI POTREBBERO AFFRONTARE. LA POLITICA RIFLETTA
L’AQUILA – E’ il volontariato di Protezione Civile il vero cuore degli interventi in ogni tipologia di emergenza che sia sismica, idrogeologica, da incendi boschivi, sanitaria o di altra natura. La classe politica regionale lo sa, ma fa finta di nulla, tutta presa a dettare comunicati stampa da presenzialisti a ogni sagra, ad ogni convegno, ad ogni occasione pubblica e a volte anche privata, tanto per farsi vedere. Sono le associazioni di volontariato, però, ad affiancare sul campo di ogni tragedia i Vigili del fuoco nelle emergenze. Ieri a Popoli, di notte e sotto una pioggia battente mista a neve, lungo Via dei Pioppi, armati di idrovore, più squadre di Associazioni di volontariato, sono state lì ore e ore a liberare dall’acqua scantinati, locali adibiti a piacevoli ambienti rustici e a tentare di salvare il salvabile da quella tragedia che si chiama alluvione. E sempre squadre di volontari, in estate, affiancano i Vigili del Fuoco nel lavoro di spegnimento degli incendi. E anche qui la politica pontifica. Per evitare alluvioni che mettano sott’acqua paesi e quartieri, bisogna realizzare le vasche di laminazione, ma questo alla classe politica interessa ben poco, nessuno ne parla, perché non dà visibilità immediata e la esporrebbe alle ire dei proprietari dei terreni da adibire ad aree di drenaggio. Meglio una bella foto alla sagra della porchetta o dell’arrosticino. Per vitare gli incendi boschivi basterebbe ripulire i boschi a rischio, cioè investire per curare veramente l’invidiabile patrimonio boschivo che il nostro Abruzzo vanta. Siamo messi veramente male, inoltre, da punto di vista della espansione dei centri abitati anche in zone a rischio dove non si dovrebbe cementificare. Ed ecco che ogni piano regolatore non prevede prevenzione, ma nuove cementificazioni per attrarre popolazione dai paesi montani che tra calo demografico, mancanza di investimenti per garantire occupazione, assenza assoluta di servizi essenziali, si sono letteralmente spopolati. Di fronte a questo che fanno i nostri politici? Decine e decine di convegni sulle aree montane spendendo soldi su soldi. Per fare un esempio, per la sagretta dello zafferano quando mancano coloro che dedichino la loro vita a lavorare la terra. Un modo per sperperare fondi comunitari, praticamente, quelli del Pnrr in testa, e non lasciare nulla di concreto sui territori che irrimediabilmente continueranno a spopolarsi. E’ arrivato il tempo di pretendere dalla classe politica che amministra la nostra Regione e i nostri Comuni un ritorno alla razionalità, a scelte radicali per invertire una tendenza generale che ad ogni emergenza ci ricorda che bisognerebbe prevenire e non affidarsi ad ogni emergenza solo al mondo del volontariato, senza il quale tutto collasserebbe.





E da quando la politica riflette ?
Con questi politici l’unica soluzione è allontanarli e dimenticare.
mi é apparso l’ articolo ma credo che si voglia mettere il volontariato contro la Regione e con una nota di politica contraria all’ attuale amministrazione.
una buona conoscenza della protezione civile ad ogni livello e per ogni funzione farebbe sorridere e chiudere subito questo articolo già dalle prime righe.
sostegno l’apprendimento al volontariato che supporta l’ emergenza, ma senza strutture operative il sistema non c’è.