CronacaHomeIn Evidenza

DISCARICA DI NOCE MATTEI, IL COMITATO LANCIA L’ALLARME: “STOP AGLI AMPLIAMENTI RISCHI PER AMBIENTE E SALUTE”

SULMONA – Una denuncia articolata, dura e circostanziata, che chiama in causa istituzioni locali, enti di controllo e autorità sanitarie. Il Comitato “Sulmona Morrone Valle Peligna” torna a puntare i riflettori sulla discarica di Noce Mattei, segnalando criticità ambientali e sanitarie e opponendosi con forza a qualsiasi ipotesi di ampliamento dell’impianto.

La segnalazione, datata 31 marzo 2026, è stata formalmente inviata al sindaco del Comune di Sulmona, alla Regione Abruzzo – Servizio Gestione Rifiuti, all’Arta Abruzzo (Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente), alla Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila – Dipartimento di prevenzione di Sulmona e all’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale). Un ventaglio ampio di destinatari istituzionali chiamati, ciascuno per le proprie competenze, a intervenire su una situazione definita sempre più critica.

La presa di posizione arriva alla luce di notizie secondo cui la discarica, ormai prossima alla saturazione, potrebbe essere oggetto di ulteriori interventi per prolungarne la vita. Una prospettiva che il Comitato giudica inaccettabile, soprattutto considerando le condizioni già denunciate da anni.

Al centro della segnalazione ci sono, innanzitutto, le emissioni odorigene, definite “insopportabili e nauseabonde”, oggetto di oltre seicento segnalazioni da parte dei cittadini attraverso l’applicazione “Nose”. Un fenomeno che, secondo il Comitato, ha compromesso in modo significativo la qualità della vita dei residenti, rendendo difficile anche lo svolgimento delle attività quotidiane più semplici, come aprire le finestre o permanere all’aperto.

A certificare la situazione è anche una relazione dell’Arta Abruzzo, che ha evidenziato un peggioramento della qualità dell’aria e un impatto rilevante sul territorio. Tuttavia, secondo il Comitato, mancano ancora analisi fondamentali, come lo studio chimico degli effluvi e verifiche aggiornate su suolo e falde acquifere, indispensabili per chiarire eventuali correlazioni con l’aumento delle patologie oncologiche registrato nella zona.

Particolarmente preoccupanti, inoltre, i dati relativi alle acque sotterranee: già nel 2022 sarebbero stati rilevati superamenti dei limiti di legge per Ferro, Manganese e Tetracloroetilene. Un elemento che alimenta il timore di possibili contaminazioni legate all’attività della discarica.

Tra le criticità evidenziate, anche la localizzazione dell’impianto in un’area ritenuta sensibile: la discarica insiste infatti su un bacino idrografico che alimenta coltivazioni di pregio e attività produttive, oltre a trovarsi in prossimità della faglia attiva del Monte Morrone, classificata come struttura sismogenetica. Un contesto che, secondo la normativa, renderebbe l’area non idonea o comunque altamente critica per questo tipo di impianti.

Il Comitato segnala poi la vicinanza a zone di massima tutela ambientale e la presenza di insediamenti abitativi preesistenti, elementi che rafforzano le perplessità sulla compatibilità della discarica con il territorio circostante.

Non meno rilevante è il tema della gestione dei rifiuti. Secondo quanto riportato, una parte consistente dei conferimenti proverrebbe anche dall’Aquila, con un’elevata percentuale di rifiuti indifferenziati, in contrasto con i principi normativi che impongono la riduzione del conferimento in discarica e il potenziamento del riciclo.

Alla luce dell’attuale morfologia del sito, ormai assimilabile a un rilievo artificiale, il Comitato chiede di verificare con urgenza lo stato di saturazione dell’impianto e il rispetto dei limiti autorizzati. In particolare, si solleva il dubbio che la volumetria concessa con l’ampliamento del 2021 – pari a 155 mila metri cubi – sia già stata interamente utilizzata.

Forte contrarietà viene espressa anche rispetto a nuove ipotesi di ampliamento, sia nell’immediato (23 mila metri cubi) sia nel medio periodo (100 mila metri cubi), soprattutto in assenza di una valutazione di impatto ambientale. Il Comitato ricorda che una proposta analoga era già stata bocciata dalla Regione Abruzzo per diverse criticità, tra cui l’eccessivo aumento volumetrico, la presenza di rifiuti speciali e la mancata analisi approfondita degli impatti ambientali e sanitari.

Da qui una serie di richieste precise rivolte agli enti competenti: la verifica immediata della capacità residua della discarica e del rispetto dei limiti autorizzati, l’accertamento tecnico delle emissioni odorigene, monitoraggi aggiornati su acque e suolo e l’adozione di misure urgenti per la tutela della salute pubblica.

Non solo. Il Comitato sollecita anche una decisione chiara sul futuro dell’impianto, chiedendo di accertarne l’eventuale esaurimento e di avviare, se necessario, la chiusura con le opere di bonifica previste per legge.

Un appello diretto anche al sindaco, in qualità di autorità sanitaria locale, affinché eserciti i poteri previsti per garantire la sicurezza dei cittadini.

In assenza di risposte, il Comitato annuncia la possibilità di rivolgersi alla magistratura. Una presa di posizione che segna un ulteriore innalzamento del livello di tensione su una vicenda che, da anni, resta al centro del dibattito pubblico cittadino.

2 commenti riguardo “DISCARICA DI NOCE MATTEI, IL COMITATO LANCIA L’ALLARME: “STOP AGLI AMPLIAMENTI RISCHI PER AMBIENTE E SALUTE”

  • comunque per la cronaca sì cominciano a vedere i gabbiani in città

    Risposta
  • Comunque per la cronaca, la magistratura non farà niente come al solito e il sindaco di certo non si prenderà alcuna responsabilità e passerà i problemi alla regione dove lo manderanno di nuovo a Roma !!!!!
    Un’altra figuraccia per Sulmona e quell’inutile di Marsilio.

    Risposta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *