PRECARI ASL 1: LA REGIONE CERCA LA QUADRA PER SALVARE 150 POSTI DI LAVORO
Il futuro dei 150 lavoratori dei servizi amministrativi e tecnici della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila è stato al centro della conferenza dei capigruppo del consiglio regionale, presieduta da Lorenzo Sospiri e, nella seconda parte, dalla vicepresidente Marianna Scoccia. Una vertenza che affonda le radici nel post-sisma 2009 e che oggi cerca una via d’uscita tra norme nazionali e vincoli di bilancio regionali.

Ad aprire il dibattito è stato Pierpaolo Pietrucci (Pd), promotore dell’audizione, che ha ripercorso la genesi di questo precariato “storico”: “Dopo il terremoto non potevamo fare concorsi e si scelse la via delle agenzie interinali e delle cooperative. Oggi abbiamo un management pragmatico con il direttore Paolo Costanzi, ma serve il coraggio politico di scegliere l’internalizzazione invece di far scontrare i lavoratori con gli idonei delle graduatorie esistenti”.
Durissimo l’intervento di Stefano Palumbo, presidente della commissione vigilanza del Comune dell’Aquila, che ha censurato l’assenza del sindaco Biondi e dei referenti regionali alle precedenti sedute comunali. “C’è un bivio: da un lato la norma nazionale (Legge 234/2021) che permette l’internalizzazione fino a fine 2026, dall’altro la legge regionale 9 che taglia le spese. Rischiamo di avere la legge per assumerli ma non i soldi per farlo”, ha ammonito Palumbo, ventilando anche l’ipotesi di una società in house.

Sulla stessa linea Francesco Marrelli (segretario Cgil L’Aquila): “Internalizzare non costa un centesimo in più, perché queste spese la Asl le sostiene già sotto la voce ‘beni e servizi’. Passarle alla voce ‘personale’ significherebbe risparmiare l’Iva e il guadagno delle agenzie private, garantendo dignità ai lavoratori che sono essenziali: se si fermano loro, si ferma la Asl”.
I consiglieri Silvio Paolucci (Pd) ed Enio Pavone (Azione) hanno incalzato la giunta sui tetti di spesa. Paolucci, in particolare, ha espresso timori sul nuovo Programma operativo sanitario: “Temo che il limite invalicabile sul tetto del personale impedisca alla Asl di muoversi. La giunta deve rivedere quel programma se vuole davvero una soluzione”.
Dallo schermo, in collegamento video, l’assessore alla sanità Nicoletta Verì ha rivendicato i risultati ottenuti finora sulle stabilizzazioni, ricordando l’impegno profuso per ottenere la proroga normativa al 2026 grazie all’interlocuzione con i parlamentari Pagano e Liris. “Abbiamo dato l’input per la modifica normativa, ora bisogna agire nel rispetto dei limiti di riserva dei posti al 50% previsti dalla legge”, ha precisato la Verì rispondendo alle sollecitazioni di Pietrucci.

Il direttore generale della Asl 1, Paolo Costanzi, ha confermato la complessità tecnica del percorso, sottolineando come la razionalizzazione della spesa resti l’obiettivo primario per far quadrare i conti di un’azienda sanitaria pesantemente esposta.
La seduta si è chiusa con l’impegno dei capigruppo a monitorare i prossimi passaggi amministrativi della Asl, cercando una sintesi che eviti quella che i sindacati hanno definito una “guerra tra poveri” tra precari storici e vincitori di concorso.
In sintesi: le richieste dei lavoratori alla Regione
-
Internalizzazione immediata: trasformare i contratti di appalto in assunzioni dirette per risparmiare costi fissi (Iva e aggi di gara).
-
Deroga ai vincoli della legge regionale 9/2025: escludere questi 150 lavoratori dai tagli lineari al personale amministrativo.
-
Riconoscimento dell’anzianità: valorizzare i 15-20 anni di servizio prestati presso la Asl tramite le cooperative.




La quadra non c’è e non esiste finché non si faranno le riforme necessarie sul lavoro, salute e pensioni.
Tutte parole come al solito e niente di fattibile o organizzato.
E per fortuna che c’erano i sindacati !!!!!