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L’ODISSEA DELL’IMPRENDITORE DI FABIO: BLOCCATO CON IL CAMION DA UN’ORDINANZA FOLLE

Un martedì di ordinaria follia burocratica ha messo in ginocchio la viabilità abruzzese, trasformando una normale consegna di carburante in un incubo kafkiano per Dino Di Fabio, noto imprenditore aquilano del settore gas e carburanti. Il suo caso è lo specchio di una “pazza Italia” dove le ordinanze sembrano scritte contro il buon senso e il diritto al lavoro.

Tutto è iniziato oggi, quando un camion di Dino Di Fabio, carico di carburante e proveniente da Roma, è stato fermato dai carabinieri presso lo svincolo della Valle del Salto. La meta era L’Aquila, ormai a un passo, ma il viaggio si è interrotto bruscamente contro il muro di un’ordinanza prefettizia.

Il provvedimento parla chiaro, ma nella sua rigidità appare illogico: vige il divieto assoluto di transito per i mezzi pesanti in autostrada nel tratto compreso tra la Valle del Salto e Teramo. Di fatto, l’accesso al capoluogo abruzzese per chi trasporta merci pesanti è diventato un labirinto senza via d’uscita.

Nonostante l’evidente assurdità di non poter raggiungere la propria sede pur essendo a pochi chilometri, Dino Di Fabio ha cercato una mediazione razionale. Si è rivolto personalmente ai carabinieri e ha interpellato la Prefettura per rappresentare la necessità impellente di consegnare il combustibile, un bene essenziale.

La risposta è stata un desolante “nulla da fare”. Nessuna deroga, nessuna flessibilità: il mezzo è rimasto bloccato, prigioniero di un sistema che preferisce la paralisi alla gestione intelligente delle emergenze.


Prima dell’odissea: camion ribaltato al Gran Sasso

Che la giornata sulla A24 fosse iniziata sotto una cattiva stella lo si era capito già in precedenza. Prima ancora che scoppiasse il caso Di Fabio, un altro grave episodio aveva scosso la viabilità.

A Isola del Gran Sasso, subito dopo l’uscita del traforo del Gran Sasso in direzione Teramo, un camion si è ribaltato per cause ancora da accertare. L’incidente ha creato i primi pesanti disagi alla circolazione, confermando la fragilità di un asse viario che, tra cantieri infiniti e divieti paradossali, sta isolando interi settori produttivi.


L’opinione: un territorio ostaggio della burocrazia

La vicenda di Dino Di Fabio non è solo un contrattempo logistico, ma il simbolo di una pazza Italia che non riesce a far convivere la sicurezza con la vita quotidiana delle imprese. Un’ordinanza che blocca un rifornimento di gas verso una città capoluogo, impedendo a un imprenditore locale di operare nel proprio territorio, è la prova di un cortocircuito amministrativo che va risolto con urgenza. Mentre i camion si ribaltano per le strade, la burocrazia sembra fare di tutto per ribaltare anche la logica.

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