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SULMONA, PASQUA SENZA BOTTI. SINDACO E VESCOVO: “FERITA ALLA NOSTRA IDENTITÀ”

La Pasqua sulmonese si prepara a vivere un’altra edizione orfana di uno dei suoi simboli sonori più potenti. Anche per il 2026, la Questura dell’Aquila ha confermato il divieto di utilizzo dei mortaretti durante la “Madonna che scappa in piazza”, la celebre rappresentazione sacra che ogni Domenica di Resurrezione trasforma piazza Garibaldi nel cuore pulsante d’Abruzzo.

Una decisione che ha spinto il sindaco di Sulmona, Luca Tirabassi, e il vescovo, Michele Fusco, a rompere il silenzio con un comunicato congiunto dai toni fermi e accorati.

Per le autorità cittadine e religiose, lo scoppio dei mortaretti non è un semplice accessorio rumoroso, ma un elemento costitutivo del rito. Quei quindici secondi di corsa frenetica sotto l’acquedotto medievale, dicono sindaco e vescovo, necessitano di quel “fragore” che per generazioni ha segnato il passaggio dal dolore della perdita alla gioia della Resurrezione.

“L’assenza dei mortaretti priverà la sacra rappresentazione di un elemento simbolico che per secoli ha contribuito a definirne l’identità”, si legge nella nota, sottolineando come il fragore sia un “linguaggio condiviso” di speranza per l’intera comunità.

Nonostante le rassicurazioni e le proposte concrete avanzate dalla Confraternita di Santa Maria di Loreto — che si è detta pronta a circoscrivere l’area degli scoppi a debita distanza dal pubblico — il muro della Questura non è caduto.

Il Comune e la diocesi non nascondono il rammarico, evidenziando un paradosso: l’utilizzo di un numero esiguo di mortaretti per pochi secondi, in secoli di storia, non ha mai rappresentato un reale pericolo per l’incolumità pubblica.

Nonostante la delusione, l’invito istituzionale è quello di mantenere alto il decoro e la partecipazione. La Settimana Santa di Sulmona resta un patrimonio di rilevanza internazionale, capace di attrarre migliaia di turisti. Tuttavia, il fronte cittadino non si arrende: l’obiettivo è riaprire immediatamente un tavolo di confronto con le istituzioni per far sì che dal 2027 la tradizione possa tornare integra, coniugando le moderne norme di sicurezza con il rispetto di una memoria che non vuole essere cancellata dai regolamenti.

Per ora, il 5 aprile prossimo, piazza Garibaldi vedrà correre la Madonna in un silenzio che, per molti sulmonesi, risulterà assordante.

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