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“Promesse disattese e immobilismo”: attacco delle minoranze alla giunta Tirabassi

A dieci mesi dall’insediamento, la giunta guidata dal sindaco Luca Tirabassi finisce nel mirino della minoranza, che parla apertamente di “immobilismo” e mancanza di progettualità per la città.

Nel mirino dell’opposizione c’è innanzitutto il mancato avvio di azioni concrete da parte della maggioranza. “Le elezioni comunali del maggio 2025 sono state vinte dal sindaco e dalla sua coalizione – sottolineano – non dalla minoranza. Tocca quindi a loro governare e dare risposte”. Una maggioranza definita numericamente solida, composta da 11 consiglieri, dal sindaco e da cinque assessori, ma che secondo i critici “non ha ancora espresso iniziative significative né progetti di ampio respiro”.

Dure anche le repliche alle accuse arrivate nei giorni scorsi dal primo cittadino, che aveva parlato di una minoranza impegnata a “confondere l’opinione pubblica”. “Non c’è nulla da confondere – ribattono – perché i cittadini, compresi molti elettori della stessa maggioranza, hanno ormai maturato un giudizio chiaro sull’inerzia amministrativa”.

L’opposizione descrive un’amministrazione “inconcludente”, incapace di affrontare i problemi e incline a rinviare le decisioni. “Una politica fatta di elusione e improvvisazione, senza obiettivi strategici”, accusano, parlando di un quadro caratterizzato da “inerzia, immobilismo e casualità dell’azione di governo”.

Non manca poi un affondo sugli equilibri interni alla coalizione di centrodestra e liste civiche. Secondo la minoranza, la maggioranza sarebbe “ampia nei numeri ma divisa nei fatti”, con tensioni interne ai partiti che la compongono. A sostegno di questa tesi viene citato anche l’episodio delle recenti elezioni provinciali, dove – viene evidenziato – non si sarebbe riusciti a esprimere una candidatura unitaria in grado di rappresentare Sulmona.

Da qui la richiesta al sindaco di “fornire risposte concrete” e chiarire quali siano le linee d’azione future. “Problemi e urgenze non sono più rinviabili”, incalzano.

Infine, l’invito polemico a rileggere gli impegni assunti in campagna elettorale: “Basterebbe riguardare i video di quei mesi per ricordare le promesse fatte ai cittadini. Il rischio è che restino solo immagini celebrative di allora, oggi diventate imbarazzanti”.

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