DISCARICA DI NOCE MATTEI: CORSA CONTRO IL TEMPO
Discarica Noce Mattei, corsa contro il tempo: rischio emergenza e costi in aumento
SULMONA – Una discarica prossima alla saturazione, un’autorizzazione attesa ma non ancora certa, e lo spettro di un’emergenza che potrebbe tradursi in costi più alti per cittadini e Comuni. È questo lo scenario emerso nel corso dell’ultimo consiglio comunale, dove la questione di Noce Mattei è tornata al centro del confronto politico con toni tutt’altro che rassicuranti.
A sollevare il caso sono stati i consiglieri di opposizione, che hanno presentato una domanda di attualità sottoscritta anche da diversi sindaci dei Comuni soci Cogesa. Al centro delle preoccupazioni, la saturazione imminente della discarica e il rischio concreto di dover conferire i rifiuti fuori impianto, con un inevitabile aggravio economico.
Una situazione che, secondo gli amministratori locali, rischia di trasformarsi in una vera e propria emergenza non solo sul piano finanziario, ma anche sotto il profilo sanitario e ambientale.
Il sindaco Luca Tirabassi ha risposto direttamente in aula, chiarendo che il controllo analogo è già stato convocato per il 31 marzo in prima convocazione e per il primo aprile in seconda. Ma è sulle tempistiche dell’autorizzazione all’ampliamento che si gioca la partita più delicata.
Il primo cittadino ha spiegato che Cogesa ha presentato già a giugno 2025 una richiesta di ampliamento sostanziale della discarica per 100 mila metri cubi, tuttora in fase istruttoria. A fronte della saturazione prevista per il 31 marzo 2026, è stata poi avanzata a febbraio una richiesta di variante non sostanziale per un incremento del 15%, pari a circa 23 mila metri cubi.
Proprio su questo secondo fronte si stanno concentrando gli sforzi per evitare il blocco dell’impianto. Tuttavia, il percorso autorizzativo si è complicato con le prescrizioni di Arpa e il parere della Asl, che ha richiesto ulteriori approfondimenti, riaprendo di fatto il confronto anche con l’Istituto Superiore di Sanità.
Da qui l’intervento diretto del Comune e il vertice in Regione a Pescara, da cui è emerso un cronoprogramma che punta a chiudere l’iter entro il 10 aprile. Una data che, come ha ammesso lo stesso Tirabassi, resta indicativa e non vincolante.
Nel frattempo, Cogesa avrebbe garantito la possibilità di continuare a conferire rifiuti fino a quella scadenza, ma il margine resta estremamente ristretto. In caso di ritardi, si aprirebbe lo scenario del conferimento fuori impianto, con Lanciano – attraverso la società Ecolan – individuata come possibile soluzione tampone.
Una scelta che però avrebbe un costo. Il sindaco ha parlato di una prima stima intorno ai 100 mila euro, destinata comunque a crescere in relazione ai trasporti e alle dinamiche del servizio. Costi che, inizialmente sostenuti da Cogesa, finirebbero inevitabilmente per riflettersi sulle tariffe, sia pure con uno slittamento temporale.
Ed è proprio su questo punto che l’opposizione con Antonella La Gatta, ha incalzato l’amministrazione, accusandola di essere rimasta ferma per mesi, senza affrontare per tempo una criticità annunciata. “Se non fossimo andati a fare il sopralluogo, tutto sarebbe rimasto fermo”, è stato detto in aula, evidenziando ritardi anche nella convocazione del controllo analogo e nella gestione complessiva del sistema.
Sul fronte ambientale, restano inoltre aperti i timori legati ai miasmi della discarica. I dati dell’app Nose mostrano un andamento altalenante ma significativo: nel 2024 le segnalazioni sono state 256, in calo rispetto alle 131 dell’anno precedente ma comunque indicative di un fenomeno persistente. Il picco massimo si è registrato nel luglio 2025 con 52 segnalazioni, a conferma di una criticità che tende ad accentuarsi nei mesi estivi.
Tirabassi ha ribadito che qualsiasi ampliamento dovrà avvenire solo a condizione di garantire la tutela della salute pubblica, sottolineando il ruolo del Comune come autorità sanitaria. Ma la sensazione, al termine del dibattito, è quella di una corsa contro il tempo, con margini ridotti e una gestione che continua a dividere.
Nel frattempo, cittadini e amministratori restano in attesa di risposte concrete, mentre la scadenza si avvicina e il rischio emergenza diventa ogni giorno più reale.



Minoranza maggioranza amministratori politici sono un cumulo di spazzatura non riciclabile.
È anni che parlano dicono fanno tutto sbagliato anche se totalmente informati da istituzioni e giustizia vaga.
Adesso abbiamo un avvocato come sindaco che non potrà o vorrà assumersi responsabilità dei deficienti passati e presenti.
Prego che la discarica chiuda così continueremo ad avvelenarci ma un po’ più lentamente, respirando aria meno puzzolente.