HABEMUS SINDACO: LA CHIAMATA DIVINA DEL VESCOVO PER BRUNO DI MASCI
C’è chi per l’ottantaquattresimo compleanno riceve una cravatta e chi, invece, una vera e propria investitura celestiale. Bruno Di Masci, il “Leone” della politica sulmonese, già sindaco, consigliere regionale e presidente della Provincia, ha spento le candeline lo scorso 14 marzo in un clima che definire istituzionale sarebbe riduttivo.
Attorno a lui, come in una sorta di “Consiglio dei Saggi” o una reunion in stile Avengers del Palazzo di Città, sedevano ben quattro ex sindaci: Franco La Civita, Peppino Ranalli, Annamaria Casini e Gianfranco Di Piero. Ma a rubare la scena non è stata la torta, bensì un aneddoto rivelato dal festeggiato che ha fatto sobbalzare i presenti tra il sacro e il profano.
Di Masci ha raccontato, con la sua consueta verve, di un recente incontro nei pressi della chiesa di Santa Maria della Tomba con don Ramon Peralta. Secondo il racconto del leader socialista, il sacerdote lo avrebbe intercettato con un vigore degno di una chiamata alle armi: “Bruno, Bruno! Ti devo parlare!”.
Il messaggio? Una “profezia” politica in piena regola. “Ti parlo anche a nome di Sua Eccellenza il vescovo Michele Fusco”, avrebbe incalzato don Ramon, “è arrivato il momento che tu debba riscendere in campo. Questa città non può andare avanti così”.
Se la politica cittadina arranca, la soluzione sembrerebbe dunque arrivare dall’alto. Ma Di Masci, da vecchia volpe della politica che conosce bene i limiti del “mondo terreno”, non ha perso l’occasione per una replica fulminante. Con un sorriso sornione che la dice lunga, ha gelato (ironicamente) l’entusiasmo mistico del prelato:
“Don Ramò, ma abbi pazienza… io tra un mese faccio ottantaquattro anni!”
Una risposta carica di realismo, ma pronunciata con quella luce negli occhi di chi sa che, in fondo, la politica è una malattia da cui non si guarisce mai.
Certo, l’idea di un Di Masci che torna a guidare la città con il placet della Curia apre scenari interessanti. Vedremo i manifesti elettorali con lo slogan “Nel nome del Padre, del Figlio e del Consigliere Regionale”? O magari una lista civica chiamata “Resurrezione Sulmonese”?
Per ora resta l’aneddoto, un pizzico di nostalgia e il sorriso sornione di un uomo che ha attraversato tutte le stagioni della politica e che, a quanto pare, gode di ottime referenze anche nelle “alte sfere”.
D’altronde, se il vescovo chiama, Bruno risponde. E i cittadini? Nel dubbio, iniziano a ripassare il catechismo… o il manuale Cencelli.





effettivamente dopo di lui…