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ABRUZZO, CREPE NELLA MAGGIORANZA: CINQUE CONSIGLIERI SCRIVONO A MARSILIO CONTRO LA RIFORMA ELETTORALE

Abruzzo, i malumori nella maggioranza frenano la riforma elettorale di Marsilio

Si apre una crepa sempre più evidente nella maggioranza di centrodestra in Regione Abruzzo attorno alla proposta di riforma elettorale voluta dal presidente Marco Marsilio. Come riportato oggi, dal quotidiano Il Centro, cinque consiglieri regionali di maggioranza — Paolo Gatti, Francesco Prospero e Maria Assunta Rossi di Fratelli d’Italia, Carla Mannetti della Lega e Gianpaolo Lugini della lista Marsilio Presidente — hanno messo per iscritto il loro dissenso rispetto all’ipotesi di cancellare le quattro circoscrizioni provinciali per introdurre un collegio unico regionale.

Si tratta di una presa di posizione tutt’altro che marginale. I cinque firmatari rappresentano infatti un consistente peso politico dentro la coalizione e, soprattutto, fanno emergere un timore che va ben oltre la semplice discussione tecnica sulla legge elettorale: quello di uno sbilanciamento ancora più marcato tra la fascia costiera e l’Abruzzo interno.

È proprio questo il punto più delicato della riforma. Con un solo collegio regionale, la competizione verrebbe concentrata su un bacino elettorale unico in cui a contare di più sarebbero inevitabilmente i territori più popolosi e politicamente più forti, cioè soprattutto le aree costiere. In uno scenario del genere, per i candidati espressione dell’entroterra abruzzese diventerebbe molto più difficile conquistare un seggio in Consiglio regionale. L’effetto più temuto è che la rappresentanza dell’Abruzzo interno venga drasticamente ridotta, quasi al lumicino, con una presenza sempre più debole di esponenti delle aree aquilane, marsicane e delle zone più periferiche della regione.

Non si tratta dunque soltanto di una modifica delle regole del voto, ma di un cambiamento destinato a incidere direttamente sugli equilibri territoriali e istituzionali dell’Abruzzo. L’abolizione delle circoscrizioni provinciali rischierebbe di comprimere ulteriormente la voce delle aree interne, già alle prese da anni con spopolamento, carenza di servizi e minore peso demografico rispetto alla costa. E proprio attorno a questa preoccupazione sarebbero pronti a saldarsi altri malumori nella maggioranza, con possibili adesioni da parte di consiglieri eletti nei collegi aquilani, marsicani e teramani.

La lettera riservata dei cinque consiglieri, che secondo indiscrezioni avrebbe avuto come ispiratore Paolo Gatti, primo degli eletti a Teramo alle Regionali del 2024 con 10.867 preferenze, rappresenta quindi molto più di un semplice appunto interno. È il segnale di un disagio politico che Marsilio non può sottovalutare. Lo stesso Gatti, con toni prudenti, ha cercato di ridimensionare la portata dell’iniziativa, parlando di un documento utile soltanto a fissare “legittime perplessità” e negando qualsiasi intento polemico. Ma al di là delle formule diplomatiche, resta il dato politico: una parte della maggioranza non intende avallare una riforma che rischia di penalizzare pesantemente interi territori.

Il dissenso sulla legge elettorale si inserisce, peraltro, in una fase già complessa per il presidente della Regione. Marsilio deve infatti tenere insieme altri dossier delicati, dal rimpasto di giunta alla riforma del servizio idrico. Sul primo fronte, a muovere le acque è stato il presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri, che ha annunciato l’intenzione di dimettersi entro aprile per entrare in giunta. Un’uscita che, secondo indiscrezioni, non sarebbe stata gradita al governatore, il quale preferirebbe prima modificare lo statuto e ampliare il numero degli assessori da sei a nove, per poi procedere al rimpasto.

L’eventuale ingresso di Sospiri nell’esecutivo regionale provocherebbe inoltre un effetto a catena negli assetti del Consiglio: entrerebbe Paolo Cilli, oggi assessore di Forza Italia al Comune di Montesilvano, mentre la presidenza dell’assemblea potrebbe andare a Roberto Santangelo, (non è detto che Santangelo accetti), con la conseguente uscita di Antonietta La Porta. Un quadro che conferma quanto la fase sia delicata e attraversata da tensioni sotterranee.

A complicare ulteriormente il quadro c’è poi la riforma dell’acqua. Il progetto di legge 72, firmato da Sospiri e Marianna Scoccia, prevede di ridurre da sei a due i gestori del servizio idrico abruzzese. Anche in questo caso, però, la maggioranza è divisa. C’è chi spinge per due grandi aggregazioni legate ai bacini della Maiella e del Gran Sasso e chi, invece, soprattutto nell’area vicina al sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, preferirebbe una riorganizzazione in quattro soggetti su base provinciale.

Marsilio si trova così davanti a una prova politica tutt’altro che semplice. Sulla legge elettorale, in particolare, il rischio è che il progetto del collegio unico si trasformi in un boomerang per la stessa maggioranza. Perché toccare i meccanismi della rappresentanza, in una regione fragile e divisa tra costa e aree interne, significa intervenire su un equilibrio già precario. Ed è proprio questo che molti consiglieri temono: che la nuova legge finisca per concentrare ancora di più il potere politico nelle zone costiere, lasciando l’entroterra con una rappresentanza sempre più debole e marginale.

Il confronto, con ogni probabilità, entrerà presto nel vivo. E dopo Pasqua la maggioranza potrebbe essere chiamata a un vero chiarimento interno. Per Marsilio sarà necessario trovare una sintesi, perché la riforma elettorale, così com’è immaginata oggi, rischia di incontrare una resistenza molto più ampia di quella emersa finora.

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