IL CRISTO MORTO DI REMO BRINDISI: CAPOLAVORO RESTAURATO DAGLI ARTISTI DELL’ACCADEMIA DI BELLE ARTI
L’AQUILA – Un’opera molto fragile e ricca di chiodi”. Così è stato definito dalla professoressa dell’Accademia di Belle Arti dell’Aquila, Grazia De Cesare, il Cristo Morto, il simulacro che Remo Brindisi realizzò nel 1954 per la Processione del Venerdì Santo al termine del restauro conservativo. Stamattina l’Abaq ha presentato l’intervento che sarà oggetto di una tesi di laurea della laureanda Irene Conti. Un restauro fatto a tempo di record: l’Associazione Cavalieri Venerdì Santo, che sovrintende all’organizzazione della Processione aquilana del Cristo Morto e alla custodia dei suoi simulacri, aveva affidato la statua alle cure dell’Accademia, in virtù di una convenzione stilata qualche anno fa. “Il breve tempo impiegato – ha dichiarato la docente – non deve trarre in inganno: i danni c’erano e importanti. Abbiamo solo tenuto conto del fatto che il protagonista principale non potesse saltare neanche un’edizione della Processione. I lavori sono stati eseguiti perfettamente grazie alla dotazione economica aggiuntiva dell’imprenditore Eliseo Iannini che ci ha permesso di dotarci di una strumentazione con la quale abbiamo fatto ulteriori analisi e studi stratigrafici e a livello microscopico per capire i fenomeni dall‘interno e cosa succede sui materiali utilizzati e sui loro comportamenti. Dalle radiografie è emerso la miriade di chiodi molto lunghi e viti che in oltre 70 anni di storia, anche per effetto delle sollecitazioni meccaniche dovute alla sua funzione di uso liturgico e naturalmente e principalmente dell’umidità dovuta agli agenti atmosferici ha creato nel legno fessurazioni di ben un centimetro e aprendosi come un guscio”. In pratica, il legno bagnandosi ha trasferito l’umidità alle parti metalliche che, ossidandosi, si sono gonfiate determinando la separazione dei quattro tavoloni, assemblati uno sull’altro. È stato altresì appurato che il legno è pieno e fortunatamente che, con i ritocchi apportati negli anni alla verniciatura, si è assicurata una forma di impermeabilità ancora buona. “Per questo dopo il controllo, l’abbiamo mantenuta, proprio per non alterare l’equilibrio. Ora, è necessario che i danni futuri, dovuti all’uso, si riparino immediatamente”. L’opera ha riacquistato, quindi, la sua sacralità, a dimostrazione che il restauro è andato bene.
Alla presentazione del restauro hanno partecipato, altresì, Rinaldo Tordera e Marco Brandizzi (presidente e direttore ABAQ), il presidente dei Cavalieri del Venerdì Santo Antonio Ruzza, il rettore della basilica di San Bernardino padre Daniele Di Sipio, il mecenate imprenditore Eliseo Iannini e il consigliere comunale Laura Cococcetta, tutti ansiosi di veder sfilare questa autentica opera d’arte, rimessa a nuovo, la sera del prossimo Venerdì Santo. In particolare, Iannini ha tenuto a sottolineare come il suo sia stato un atto di fede verso la città, mentre il presidente Ruzza ha annunciato che ci sono altri dieci simulacri di Remo Brindisi da restaurare. Per il presidente dell’Accademia Rinaldo Tordera come per l’assessore Cococcetta “restituire vita al Cristo Morto nell’anno in cui la città è Capitale italiana della Cultura significa veicolare il messaggio sia della Processione che di ciò che rappresenta questo 2026 per il territorio: un ponte tra passato, presente e futuro “.




