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FULMINI SUL CAMPANILE

di Fabio Valerio Maiorano

21 marzo 1871

FULMINI SUL CAMPANILE

Alle prime ore del mattino, di quel martedì 21 marzo 1871, molti sulmonesi furono svegliati da un rumore secco e assordante, il crepitio angosciante di un fulmine che si era abbattuto sul campanile della chiesa della SS. Annunziata. Non era la prima volta che le saette lo prendevano di mira, ma diversamente da quanto era accaduto in passato, subì danni il solo parafulmine che era stato montato diciotto anni prima, quando ci scappò anche un morto: infatti, il 18 febbraio 1853, a mezzogiorno in punto, due fulmini di enorme potenza avevano colpito in sequenza la punta del campanile e decapitato la sfera di ferro posta sulla cuspide che, cadendo insieme alla croce e alla banderuola sul tetto dell’ospe-dale, aveva sfondato le volte e provocato la morte di un infermiere il quale – riferiscono le cronache dell’epoca quasi a voler rendere meno amara la tragedia – «non era di Sulmona».

Il parafulmine fu rimesso a nuovo con la spesa di E. 2197,50, mentre nel 1853 i lavori al campanile e la posa del primo impianto di parafulmine erano costati diecimila lire. A vederla dal basso, la sfera di metallo posta tra la cuspide e la croce con la banderuola, sembra piuttosto piccola, sebbene in perfetta armonia con le proporzioni del campanile: in realtà, quella palla di metallo – così si racconta e non c’è motivo di dubitare – può ospitare al suo interno “un ciabattino” comodamente seduto al desco di lavoro.

21 marzo 1865

GIOVANNI PANSA nasce da Nicola e Francesca Betti. Avvocato, storico, archeologo, riveste la carica di Sindaco per quasi un lustro, dal febbraio 1894 a dicembre 1898. Con l’amico Guido Piccirilli, fonda la prestigiosa Rivista Abruzzese di Storia ed Arte, pubblicata dal 1897 al 1900, e firma più di duecento tra libri, saggi e studi. In occasione del 50° anniversario della morte, avvenuta in Sulmona il 19 gennaio 1929, la Deputazione Abruzzese di Storia Patria ha apposto una lapide commemorativa sul prospetto della sua casa natale, in via Antonio De Nino.

21 marzo 1889

GIUSEPPE CAPOGRASSI nasce da Vincenzo e Concetta Faraglia. Giureconsulto, filosofo del diritto, docente universitario, si spegne a Roma il 23 aprile 1956, a pochi giorni dalla sua nomina a Giudice della Corte Costituzionale. Docente nelle Università di Sassari, Padova, Na-poli, Roma e Macerata, dove ricopre anche la prestigiosa carica di Rettore; inoltre, per un lungo lasso di tempo è membro del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione. E autore di numerosi e fondamentali saggi giuridici, ma al grande pubblico è conosciuto per i Pensieri a Giulia che, vergati su foglietti sparsi e consegnati di volta in volta alla futura moglie, Giulia Ravaglia, spaziano nell’arco di quasi sei anni, dal dicembre 1918 al 18 febbraio 1924, data del matrimonio; raccolti e in seguito dati alle stampe, costituiscono una sorta di diario nel quale si colgono i momenti salienti della sua maturazione intellettuale e spirituale.

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