EMATOLOGIA IN DIFFICOLTÀ A SULMONA: UN MEDICO E VISITE A SINGHIOZZO
Ematologia al minimo a Sulmona: un solo medico e visite a singhiozzo, pazienti in difficoltà
SULMONA – Un reparto che regge su un solo medico, con prestazioni limitate a pochi giorni al mese, e un bacino di circa cinquemila pazienti costretto a fare i conti con attese sempre più lunghe. È questa la situazione dell’ematologia dell’ospedale dell’Annunziata, da anni alle prese con una cronica carenza di personale.
A tentare di riorganizzare il servizio è la recente nomina della dottoressa Maria Paola Nanni come sostituto responsabile dell’unità operativa. Una figura di coordinamento ritenuta necessaria, ma che non risolve il nodo principale: la scarsità di medici. La specialista, già alla guida dell’ematologia dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila, dovrà infatti dividersi tra tre presidi – L’Aquila, Avezzano e Sulmona – con una presenza inevitabilmente limitata.
Nel presidio peligno, al momento, l’unico medico disponibile garantisce visite il martedì e il primo e terzo venerdì del mese. Un’organizzazione che si riflette direttamente sulle liste d’attesa, con il centro unico di prenotazione che continua a riempirsi senza riuscire a soddisfare le priorità indicate dai medici di base.
A raccogliere il malcontento è il Tribunale per i diritti del malato. “È un continuo venire a lamentarsi per le liste d’attesa – spiega la coordinatrice Catia Puglielli – e non si riescono a garantire nemmeno le urgenze. Il problema è chiaramente legato alla carenza di personale. Non possiamo essere considerati una realtà sanitaria di serie B: serve uno staff adeguato per garantire cure a tutti i pazienti del territorio”.
Una criticità che la stessa Asl riconosce. Il direttore generale Paolo Costanzi parla apertamente di una situazione strutturale che si trascina da anni. “Ematologia è uno dei problemi aperti – sottolinea –. Con questa deliberazione abbiamo almeno individuato un referente che prima mancava, ma la carenza di personale va avanti da sei o sette anni. Stiamo lavorando a nuovi concorsi e avvisi specifici per cercare professionisti”.
Intanto, però, il servizio resta in affanno e i pazienti continuano a scontrarsi con tempi di attesa incompatibili con le esigenze di diagnosi e cura. Una realtà che, nonostante i tentativi di riorganizzazione, appare ancora lontana da una soluzione concreta.



Lo sanno le prime donne della politica della Valle Peligna del guaio che hanno combinato alla sanità dell’Abruzzo; e cercano ancora voti.
Il risultato è questo: un medico in un reparto importante per pochi giorni al mese e quando andrà in ferie neanche per quelli.
Bel risultato politico che avete ottenuto!