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RIFORMA VIVAI: LA SFIDA DI GABRIELE GRAVINA CON LA GRINTA DEI TEMPI D’ORO IN SERIE B

di Domenico Verlingieri – Non è solo un piano tecnico, ma una vera e propria sfida culturale quella lanciata ieri da Gabriele Gravina. Nella prestigiosa sala Paolo Rossi di via Allegri, il presidente della Figc ha presentato il nuovo “Progetto tecnico del calcio giovanile italiano”, un’iniziativa che punta a ricostruire le fondamenta del nostro movimento partendo dal basso.

Per Gravina, sulmonese d’adozione (risiede stabilmente nella città ovidiana) e storico artefice del “miracolo” Castel di Sangro portato ai vertici della Serie B negli anni ’90, si tratta di un ritorno alle origini: la capacità di programmare con pazienza artigianale per raggiungere l’eccellenza mondiale.

L’“Officina del Talento”: meno tattica, più fantasia

Il cuore della riforma, coordinata dal nuovo direttore tecnico Maurizio Viscidi con il supporto dei campioni del mondo Zambrotta e Perrotta, mira a eliminare l’esasperazione tattica nelle categorie di base. L’obiettivo è rimettere la tecnica individuale al centro, permettendo ai ragazzi di “giocare” di più e “schematizzare” di meno.

I pilastri del progetto:

  • Unificazione tecnica: Viscidi avrà la supervisione unica su settore tecnico, settore giovanile e club Italia per garantire una metodologia coerente dai primi calci alla nazionale maggiore.

  • Contro il “Relative Age Effect”: L’introduzione di un algoritmo per valutare i giovani in base all’età biologica e non solo cronologica, evitando di scartare talenti nati a fine anno.

  • Il ritorno del dribbling: Un programma specifico per incentivare l’uno contro uno e la creatività, elementi spesso sacrificati in favore della posizione in campo.

Analisi del progetto: luci e ombre

 I “PRO” (Punti di Forza)

  • Centralità del Talento: Si torna finalmente a formare calciatori “pensanti” e tecnici, superando l’era dei semplici esecutori di moduli tattici.

  • Sinergia Totale: Il coordinamento unico tra Coverciano e i territori elimina la frammentazione e la dispersione di risorse preziose.

  • Testimonial Credibili: La presenza di ex campioni del mondo direttamente sul campo garantisce carisma e ispirazione immediata per i più piccoli.

 I “CONTRO” (Criticità)

  • Resistenza degli Allenatori: Molti tecnici nelle categorie di base restano purtroppo ossessionati dal risultato immediato per la propria carriera.

  • Carenza di Infrastrutture: Senza investimenti in campi moderni e strutture di periferia, questi nuovi programmi rischiano di restare solo teorici.

  • La Sfida del Tempo: I frutti di una riforma giovanile richiedono dai 5 ai 10 anni; il sistema calcio italiano avrà la pazienza di aspettare così tanto?

Il “tocco” di Castel di Sangro

C’è un filo rosso che lega la rivoluzione presentata ieri e quel piccolo comune abruzzese che, trent’anni fa, sbalordì l’Italia. Vedendo Gravina illustrare il progetto, a molti è sembrato di rivedere lo smalto e la determinazione dei tempi d’oro in Serie B.

Se allora la sfida era portare una realtà di provincia nell’Olimpo del calcio, oggi l’obiettivo è altrettanto ambizioso: ridare un’anima tecnica alla maglia azzurra. Per il presidente, che nel Centro Abruzzo e a Sulmona ha trovato la sua dimensione ideale, questo piano non è burocrazia, ma visione. La grinta è quella di chi sa che il talento nasce spesso lontano dai grandi riflettori e che va coltivato con lo spirito di chi ha scalato le categorie partendo dalla polvere della provincia.

Riuscirà la “cura abruzzese” a ridare all’Italia i campioni di domani? La sfida è aperta, ma da oggi l’Italia del calcio ha un nuovo libretto d’istruzioni.

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