POLIZIA PENITENZIARIA, A NAPOLI LA FESTA NAZIONALE: PRESENTE ANCHE UN GIOVANE AGENTE DI SULMONA
Polizia penitenziaria, a Napoli la festa nazionale per il 209° anniversario: presente anche una poliziotta di Pratola, Lisa Capano che ha cantato l’Inno di Mameli
NAPOLI – Una cerimonia solenne nel cuore della città per celebrare il 209° anniversario della fondazione del Corpo di Polizia Penitenziaria. In Piazza del Plebiscito, lo scorso 18 marzo, tra schieramenti in uniforme e autorità istituzionali, si è svolta la ricorrenza nazionale dedicata agli uomini e alle donne impegnati ogni giorno nelle carceri italiane.

A cantare l’inno di Mameli la pratolana Lisa Capano, che ha incantato tutti con la sua voce portando anche lei un po’ di Valle PELIGNA alla manifestazione.
Alla manifestazione ha preso parte anche il ministro della Giustizia Carlo Nordio, insieme ai vertici dell’amministrazione penitenziaria e a numerose autorità civili e militari. In piazza è stato schierato il reparto d’onore composto da centinaia di unità, in rappresentanza dei diversi reparti del Corpo, che hanno sfilato davanti al ministro nel momento centrale della cerimonia.

A rappresentare Sulmona, con il supercarcere peligno, c’era Alessio Falconio, agente che nel tempo si è distinto per le sue qualità professionali e per il forte attaccamento al lavoro in un settore tra i più complessi. Un impegno quotidiano che si misura con una realtà particolarmente delicata come quella della casa di reclusione di Sulmona, dove le criticità non mancano: dalla carenza di organico all’alta pericolosità e alla specifica tipologia dei detenuti presenti nella struttura.
“È stata un’esperienza unica sfilare davanti alle massime cariche istituzionali in un contesto spettacolare come piazza Plebiscito. Un’esperienza che rimarrà scolpita per sempre nella mia mente”, ha dichiarato il giovane agente.
Nel corso degli interventi è stato ribadito il ruolo centrale della polizia penitenziaria nella gestione della sicurezza e dell’esecuzione della pena, con un pensiero rivolto agli agenti che operano quotidianamente in contesti difficili, spesso segnati da tensioni e criticità strutturali. Non è mancato il ricordo degli appartenenti al Corpo deceduti in servizio, anche negli anni della pandemia.
La celebrazione ha rappresentato anche un momento di riflessione sulle condizioni del sistema carcerario, con richiami al rispetto dei diritti e alla dignità delle persone detenute, temi sempre più al centro del dibattito nazionale.
L’evento ha concluso una serie di iniziative organizzate nei giorni precedenti nell’ambito della “Città della Legalità”, con dimostrazioni operative e la presentazione delle diverse specialità del Corpo, dalle unità cinofile al servizio navale, fino al gruppo sportivo delle Fiamme Azzurre.
Una giornata di festa, ma anche di consapevolezza, che ha acceso i riflettori su una realtà complessa e fondamentale per il sistema della giustizia italiana.


