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TENSIONE IN TRIBUNALE: RISSA SFIORATA TRA FRATELLI DAVANTI AL GIUDICE

Mattinata di alta tensione nell’aula 1 del Tribunale di Sulmona. Quella che doveva essere una formale udienza di volontaria giurisdizione davanti alla giudice Daniela D’Ambrosio ha rischiato di trasformarsi in una vera e propria colluttazione tra le parti in causa.

I protagonisti della vicenda sono due fratelli, di origini calabresi ma residenti a Sulmona, convocati per il giuramento di un amministratore di sostegno. Poco prima che l’atto venisse formalizzato, tra i due sono volati epiteti pesanti e insulti. La situazione è degenerata rapidamente: i fratelli stavano per scagliarsi l’uno contro l’altro proprio davanti al banco del magistrato.

Provvidenziale è stato l’intervento dei legali presenti in aula, tra cui l’avvocato Luigi Di Cesare, che si sono interposti tra i contendenti evitando che la situazione degenerasse ulteriormente.

La giudice D’Ambrosio, vista la gravità del momento, è stata costretta a sospendere l’udienza per alcuni minuti, richiedendo l’intervento immediato degli operatori di vigilanza. Solo l’ingresso delle guardie giurate all’interno dell’aula ha permesso di riportare la calma e di riprendere le attività giudiziarie in sicurezza.

L’episodio odierno riaccende i riflettori sull’importanza cruciale della sicurezza nei presidi di legalità. Se nel Tribunale la presenza degli addetti alla vigilanza ha sventato il peggio, lo stesso non si può dire per altre sedi giudiziarie cittadine.

“La presenza degli operatori è fondamentale, ma purtroppo non è garantita ovunque”, si legge tra le critiche sollevate subito dopo l’episodio.

Resta infatti critica la situazione presso la sede del Giudice di Pace di Sulmona, dove la vigilanza è del tutto assente. Un’assenza che, sommata alla persistenza di pesanti barriere architettoniche, rende la struttura vulnerabile e inadeguata a gestire situazioni di criticità come quella verificatasi questa mattina in Tribunale.

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