SPESE MEDICHE DEL FIGLIO “GONFIATE”: 30ENNE DI SULMONA RISCHIA IL PROCESSO PER TRUFFA
Una modifica “magica” su una ricevuta fiscale rischia di costare cara a una trentenne residente a Sulmona. La donna è finita nel mirino della Procura della Repubblica con l’accusa di truffa, rea di aver alterato i documenti relativi alle spese sanitarie sostenute per il figlio minore al fine di ottenere un rimborso maggiorato dall’ex compagno.
Secondo la ricostruzione accusatoria, la vicenda ruota attorno a una prestazione sanitaria effettuata presso un laboratorio d’analisi. Il documento fiscale originale riportava una spesa di 33 euro, ma sarebbe stato manipolato dalla donna fino a raggiungere la cifra di 130 euro.
Attraverso questo presunto artificio, l’imputata avrebbe indotto in errore l’ex compagno, richiedendogli una quota per le spese straordinarie decisamente superiore a quella realmente versata, con l’obiettivo di incassare ingiustamente la differenza.
L’uomo, tuttavia, non è caduto nel tranello. Intuendo l’anomalia tra la prestazione ricevuta e il costo richiesto, ha presentato una denuncia formale che ha dato il via alle indagini preliminari.
A seguito degli accertamenti, la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per la trentenne. La vicenda approderà ora in aula per l’udienza predibattimentale, fissata per il prossimo 2 aprile, data in cui il giudice stabilirà se procedere con il processo a carico della donna per il reato di truffa.



