REFERENDUM GIUSTIZIA: I GIOVANI DEMOCRATICI DICONO NO
Anche in Valle Peligna si discute di referendum sulla giustizia: a farsi sentire sono i Giovani Democratici, che ribadiscono la loro posizione per il āNoā, criticando lāimpostazione della riforma.
“La nostra generazione ha problemi molto concreti: il diritto alla casa, a un lavoro dignitoso e alla salute, anche mentale”, affermano i giovani dem. Questi temi – sostengono – restano, troppo spesso, ai margini del confronto pubblico, mentre lāattenzione del governo si concentra su una riforma della magistratura ritenuta poco incisiva rispetto alle reali criticitĆ del Paese.
Sotto accusa anche le recenti uscite di Giusi Bartolozzi, capo di gabinetto del ministro della Giustizia Carlo Nordio, considerate il riflesso di una narrazione āpropagandisticaā e scollegata dai problemi reali. “Pensare che una riforma di questo tipo possa convincere i giovani a tornare in Italia significa semplicemente vivere in un altro mondo”, dichiara Francesco Balassone, segretario provinciale.
Le cause dellāemigrazione giovanile, secondo i Giovani Democratici, sono da ricercare nella mancanza di prospettive concrete: lavoro stabile, servizi adeguati e possibilitĆ di costruire un futuro. “Molti giovani lasciano il Paese non per mancanza di amore, ma perchĆ© non trovano opportunitĆ ”.
“Per migliorare davvero la giustizia – affermano – servono scelte diverse: assumere più personale negli uffici giudiziari, stabilizzare i 12 mila precari della giustizia, investire nellāinformatizzazione dei tribunali e ridurre i tempi dei processi”.
Critiche specifiche riguardano poi uno dei punti centrali della riforma, il sorteggio per la composizione del Consiglio Superiore della Magistratura. “Viene presentato come una soluzione contro le correnti, ma rischia di indebolire lāautonomia della magistratura”, osserva Caterina Marzi segretaria dei Giovani Democratici Valle Peligna. “Quando si sostituisce lāelezione con il sorteggio si creano istituzioni più fragili, aumentando il peso della politica”.
Nonostante le difficoltĆ logistiche per studenti e lavoratori fuori sede, i Giovani Democratici assicurano mobilitazione: “Non resteremo a guardare. Andremo a votare e saremo presenti anche come rappresentanti di lista nei territori in cui viviamo”.
Una presa di posizione che contribuisce ad animare il confronto anche sul territorio peligno, in vista dellāappuntamento referendario fissato per i giorni 22 e 23 marzo, quando gli elettori saranno chiamati alle urne.



