POST DIFFAMATORIO CONTRO IL PARROCO, CONDANNATO 50ENNE DI CORFINIO
Post diffamatorio contro il parroco, 50enne condannato: multa da 600 euro
SULMONA – Un commento pubblicato sui social, ritenuto lesivo della reputazione di un sacerdote, è costato a un 50enne di Corfinio una condanna per diffamazione aggravata. La giudice del tribunale di Sulmona, Emanuela Cisterna, ha inflitto all’imputato, Antonio Gentile, una multa di 600 euro oltre al pagamento delle spese processuali.
I fatti risalgono al 2025, quando l’uomo aveva scritto su Facebook un commento rivolto a don Vincenzo Paura, parroco della Basilica Concattedrale di San Pelino. “Il parroco di Corfinio ha le donne”, la frase finita sotto la lente della magistratura, pubblicata in calce a un articolo giornalistico relativo al ferimento di un altro sacerdote.

Il post non era passato inosservato al prelato che, ritenendosi diffamato, aveva deciso di sporgere denuncia alla procura della Repubblica di Sulmona. Da lì l’avvio dell’indagine e la successiva richiesta di rinvio a giudizio, poi accolta dal tribunale.
Nel corso del procedimento, l’imputato ha ammesso di aver scritto il commento, cercando però di ridimensionarne la portata. “Non ho fatto riferimento diretto al nome – ha spiegato in aula – e in quel momento a Corfinio c’erano due sacerdoti. Ho scritto quel post perché il giorno prima il parroco aveva trattato male la mia compagna. In seguito gli ho chiesto scusa”.
Scuse che, secondo quanto emerso durante il processo, erano state rivolte anche personalmente in chiesa, nel tentativo di ricucire il rapporto e ottenere il ritiro della denuncia. Tuttavia don Vincenzo Paura ha scelto di non fare passi indietro, lasciando che la vicenda seguisse il suo corso giudiziario.
Il sacerdote non si è costituito parte civile, rinunciando dunque a richiedere un risarcimento economico, ma ha ribadito in aula di aver più volte offerto aiuto concreto all’imputato e alla sua compagna.
La vicenda giudiziaria, però, non si chiude qui. Il prossimo 19 maggio è infatti fissata un’ulteriore udienza che vedrà comparire davanti al giudice il padre del parroco, accusato di aver aggredito il 50enne con una spinta e di averlo minacciato con la frase “ti scanno come un porco”. Un episodio che, secondo l’accusa, sarebbe collegato proprio al commento diffamatorio pubblicato sui social.


