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FINTO BONUS COVID: IN DUE RINVIATI A GIUDIZIO

Finto bonus Covid per strutture ricettive: due rinviati a giudizio per truffa

Avrebbero sfruttato il richiamo agli incentivi legati alla pandemia per mettere a segno una serie di raggiri ai danni di cittadini e imprenditori. Con l’accusa di truffa aggravata in concorso tre persone residenti tra Ortona e Pescara sono comparse ieri davanti al giudice pre-dibattimentale del tribunale di Sulmona, Emanuela Cisterna. Al termine dell’udienza il giudice ne ha rinviati due a giudizio. Si tratta di Rocco Spinelli e Pasquale Cantarella.

L’inchiesta riguarda due episodi distinti, ricostruiti dalla procura sulla base delle indagini svolte negli ultimi anni. Nel primo caso, avvenuto nel giugno del 2023 a Pratola Peligna, un quarantenne di Pescara – per il quale ĆØ stato chiesto il processo – avrebbe contattato alcune vittime fingendosi un dipendente dell’ufficio postale. Secondo l’accusa, l’uomo avrebbe parlato di un presunto ā€œbonus B&Bā€ destinato alle strutture prive di partita Iva, invitando la persona contattata a recarsi con urgenza nell’ufficio postale più vicino per incassare il beneficio.

Il meccanismo, in realtĆ , avrebbe avuto l’obiettivo di indurre la vittima a effettuare accrediti o ricariche su carte e conti correnti riconducibili agli indagati. In uno degli episodi contestati la persona offesa sarebbe stata convinta di avere diritto a un rimborso per i danni legati alla pandemia e l’imputato avrebbe tentato di ottenere un bonifico di 997 euro su un conto a lui intestato. Il raggiro, però, non si sarebbe concretizzato per cause indipendenti dalla volontĆ  dell’uomo.

Un secondo filone dell’indagine riguarda invece una truffa ai danni della titolare di una struttura ricettiva a Roccaraso. In questo caso la vittima avrebbe effettuato sette ricariche su una carta Postepay per un importo complessivo di circa 1.450 euro. Secondo gli investigatori il denaro sarebbe stato poi prelevato da uno sportello Atm di Montesilvano.

Gli imputati Rocco Spinelli e Pasquale Cantarella sono inoltre accusati di aver tentato un raggiro analogo ai danni della titolare di una pizzeria a Sesto Campano, utilizzando lo stesso numero telefonico e lo stesso stratagemma del presunto beneficio economico da riscuotere con urgenza all’ufficio postale.

Per la truffa avvenuta a Roccaraso il giudice ha disposto il rinvio a giudizio per entrambi gli imputati. Il processo inizierĆ  il 2 ottobre davanti al tribunale di Sulmona.

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