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QUATTRO ANNI FA CI LASCIAVA PREMATURAMENTE IL COLLEGA STEFANO VESPA. UN SENTITO RICORDO

di Federica Farda

L’AQUILA – Quattro anni fa, l’otto marzo, se ne andava prematuramente Stefano Vespa. Una dipartita, quella del giornalista, improvvisa, senza far rumore, come era nel suo stile a differenza del cognome blasonato nel mondo della comunicazione. Eppure di esperienza di radio e di carta stampata ne aveva da vendere e aveva lasciato il segno: memorabile la radiocronaca che fece di una partita dell’Aquila in trasferta in Sicilia senza essere fisicamente allo stadio. Il giovane Stefano collaborava con Radio L’Aquila che non aveva potuto inviare nessuno sull’isola, mentre c’erano regolarmente lo staff dell’altra concorrente cittadina, Radio Città. Ma Vespa, con la complicità del collega Andrea Fusco, riuscì a raccontare ugualmente la partita in presa diretta. Era Fusco, attuale telecronista Rai, che faceva da “cassa di risonanza” ascoltando la cronaca dal canale concorrente e suggerendo le azioni al “microfono” Stefano di Radio L’Aquila. La stoffa dei due giornalisti venne fuori anche quando il collegamento di Radio Città saltò, tanto da intercettare anche gli ascoltatori sintonizzati sulle onde concorrenti.
La sua meticolosità e preparazione erano proverbiale: doti, che unite alla voce, gli consentirono di raggiungere ottimi risultati sia nell’etere che nella carta stampata. Qui come maestro ebbe Enrico Carli.
E proprio per sollecitare la città a non dimenticare il già capo redattore della cronaca aquilana de Il Tempo fu il suo ultimo articolo locale, scritto insieme al fratello Bruno, una ventina di giorni prima della sua improvvisa morte. Un articolo, seppure sotto forma di lettera, riportata dalle colonne aquilane de Il Messaggero, in cui denunciava lo <scandalo> del Comune ma anche della Regione nel non ricordare <un grande giornalista, Enrico Carli, scomparso a 96 anni nel 2013, e una delle colonne dell’informazione aquilana e abruzzese dalla fine degli anni Cinquanta, alla guida de Il Tempo a L’Aquila e riferimento della vita politica e culturale, anche per la passione per la musica condivisa con la moglie>, che ha svezzato alla professione tanto giovani.  Un premio, invece, da due anni onora la memoria di Stefano Vespa, grazie anche al coinvolgimento della famiglia che con Leonardo si è impegnata con una Fondazione a lui intitolata. Un riconoscimento che viene assegnato a un giovane studioso sui temi della sicurezza, <l’ultima attività professionale> come ha avuto modo di ricordare il fratello Bruno.

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