STORIA DELLA FESTA DELL’8 MARZO. LE LOTTE PER L’EMANCIPAZIONE E LA LIBERTA’
CABBIA DI MONTEREALE – La festa della donna nell’Italia Repubblicana, dalle origini ai giorni nostri. Domani, 8 marzo, il mondo celebra la festa della donna. Un’occasione per riflettere sui progressi compiuti in tema di diritti femminili, a partire da quello del voto, e per celebrare le donne non solo con gesti simbolici, ma anche con attenzione e rispetto ai temi della parità, e della valorizzazione delle diversità. Le organizzazioni femminili e femministe -ad iniziare dalla storica UDI ( Unione Donne Italiane) da sempre in prima linea in difesa delle conquiste politiche, economiche e sociali delle donne – organizzano manifestazioni, eventi culturali, incontri e dibattiti. Al contempo animano piazze, scuole e uffici, mentre sui social media si diffondono campagne di sensibilizzazione. In realtà, in questa giornata si celebrano esattamente i progressi raggiunti dalle donne di tutto il mondo in contesti socio – culturali totalmente diversi ed il loro contributo nell’ affermazione di una società più giusta e più umana. Inizialmente era denominata Giornata internazionale dei diritti delle donne poi modificata in Giornata internazionale della Donna. Essa affonda le sue radici all’inizio del XX secolo, tra le lotte delle operaie e i movimenti per i diritti civili. Spesso si fa riferimento a un tragico incendio avvenuto negli Stati Uniti, nel 1908 a Chicago, come origine della scelta dell’8 marzo. In realtà, i fatti storici raccontano una storia leggermente diversa. L’incendio della Triangle Waist Company, una fabbrica tessile a New York, avvenne il 25 marzo 1911 e provocò la morte di 146 lavoratori, in gran parte giovani donne immigrate. Ma l’idea di dedicare un giorno all’universo femminile nasce già nel 1908. In quell’ anno, la socialista Corinne organizzò una conferenza del Partito socialista a Chicago chiamata “Women’s Day”, durante la quale si discussero diritti civili, lavoro, sfruttamento e suffragio femminile. Da lì, il concetto di giornata della donna. L’evento si diffuse rapidamente, fino alla conferenza di Copenaghen del 1910, dove si decise di istituire una giornata internazionale dedicata alle donne. L’8 marzo come data simbolica si consolidò successivamente, in particolare dopo che le donne di San Pietroburgo manifestarono per chiedere la fine della Prima Guerra Mondiale. Nel 1921 a Mosca, questo evento venne ricordato ufficialmente come la Giornata internazionale dell’operaia nello stesso giorno. In Italia, invece, la prima celebrazione della giornata della donna si svolse il 12 marzo 1922, promossa dal Partito Comunista d’Italia. La Giornata internazionale della donna non si può ridurre ad una mera ricorrenza ma deve essere un’occasione concreta per promuovere diritti, consapevolezza, cultura del rispetto e valorizzazione del talento femminile. A questo fine è di primaria importanza promuovere politiche inclusive, contrastare ogni pur minima forma di discriminazione e costruire una società più giusta, coesa ed umana. Ciò deve avvenire attraverso la collaborazione tra diverse Istituzioni e territori e sarà la nuova forza motrice per dar vita, insieme,ad una vera Comunità in cui il rispetto, la dignità e le pari opportunità siano realmente valori condivisi. La festa è rappresentata dalla mimosa, un fiore precoce dal colore giallo intenso e morbido. Esso divenne simbolo ufficiale grazie a Teresa Noce, Rita Montagnana e Teresa Mattei, tre figure di spicco della Resistenza che tanto s’ impegnarono in quella straordinaria catena di solidarietà che vide mobilitate le migliori energie del Paese: dagli operai, ai contadini, agli intellettuali. Fu scelta per tre motivi principali: sboccia all’inizio di marzo, cresce anche sui terreni più difficili, diventando metafora delle donne che lottano per l’uguaglianza e la libertà. Inoltre, i suoi piccoli fiori gialli tutti vicini simboleggiano l’unione delle donne ed il suo colore giallo rappresenta il passaggio dalla morte alla vita, evocando resilienza e rinascita. In conclusione mi piace ricordare chel’ 8 marzo non è, ne deve essere, soltanto una celebrazione ma un particolare momento di riflessione, sui diritti conquistati e su quelli ancora da raggiungere. Ricordiamo le battaglie per l’ ugualianza, la dignità che hanno segnata la storia del nostro Paese. A partire dalle storiche ” mondine” che si spezzavano la schiena tutto il giorno nelle risaie. Ed il mio pensiero vola alle tante donne vittime di femminicidio che hanno pagato con la vita il proprio sacrosanto diritto alla scelta ed alla messa in discussione di un rapporto sentimentale che di fatto era concluso da tempo. In questo 8 marzo è doveroso rivolgere un pensiero, commosso e riverente,alle tante donne, mamme, sorelle, amiche che sono andate avanti lasciandoci nel dolore e nella disperazione più nera.



