MALTRATTAMENTI IN FAMIGLIA A SULMONA: CONDANNATO IN APPELLO 62ENNE
Sette anni di vessazioni, abusi di alcol e violenze fisiche e psicologiche tra le mura domestiche. Si è chiuso con una condanna il secondo grado di giudizio per un 62enne residente a Isernia, accusato di maltrattamenti aggravati nei confronti dell’ex moglie e dei figli minori.
La Corte d’Appello dell’Aquila ha inflitto all’uomo una pena di un anno e dieci mesi di reclusione, oltre al pagamento delle spese processuali e al risarcimento dei danni in favore della parte offesa (rappresentata dall’avvocato Alessandro Margiotta), da liquidarsi in sede civile. I giudici di secondo grado hanno così parzialmente riformato la sentenza del Tribunale di Sulmona, che in primo grado aveva stabilito una condanna più severa a due anni e mezzo di carcere.
I fatti contestati risalgono al periodo compreso tra il 2010 e il 2017 e si sono consumati a Sulmona. Secondo l’impianto accusatorio, l’imputato avrebbe sottoposto la compagna a continui maltrattamenti, colpendola fisicamente e insultandola con gravi epiteti, spesso alla presenza dei due figli minorenni.
Il quadro delineato dalle indagini descrive una quotidianità segnata dall’abuso di sostanze alcoliche. In diverse occasioni, l’uomo si sarebbe presentato in stato di alterazione, arrivando persino a denudarsi davanti ai figli, turbando profondamente la serenità del nucleo familiare e creando un clima di tensione insostenibile.
La spirale di violenza aveva spinto la donna ad abbandonare l’abitazione coniugale per cercare rifugio presso la casa dei propri genitori. Tuttavia, l’episodio che ha portato alla definitiva rottura risale al 13 febbraio 2017: l’uomo, dopo una serata di eccessi alcolici, avrebbe pedinato l’ex moglie, rendendo necessario l’intervento delle autorità.
Nonostante il lieve sconto di pena concesso in Appello, la sentenza conferma la responsabilità del 62enne per una condotta che per quasi un decennio ha segnato tragicamente la vita della sua ex famiglia.


