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LA MORTE DI PIERO GOBETTI E PREZZOLINI AL SUO CAPEZZALE

di Antonio Carioti*

MILANO – La morte di Gobetti, al suo capezzale Prezzolini: «Il volto pieno di lividi, il sorriso restava puro: da cherubino»
La morte di Gobetti, al suo capezzale Prezzolini: «Il volto pieno di lividi, il sorriso restava puro: da cherubino»
Siamo nel febbraio del 1926, a Parigi. In una camera della Clinique Médicale, in via Piccinni 6, è ricoverato un giovane italiano di 24 anni colpito da una forte broncopolmonite. Si chiama Piero Gobetti, viene da Torino, pesano sulla sua salute problemi cardiaci, anni di strapazzi e un violento pestaggio subito un anno e mezzo prima. Non mostra di soffrire, non si lamenta, ma è in pericolo di vita. Al suo capezzale è accorso un amico di quasi vent’anni più anziano di lui, che nella capitale francese lavora come impiegato alla Società delle Nazioni, l’antenata dell’attuale Onu. Si conoscono dal 1919 e forte è la stima reciproca, nonostante il dissenso che li divide circa la situazione politica in Italia, dove regna ormai la dittatura fascista. Giuseppe Prezzolini — questo è il nome dell’amico — racconterà l’agonia di Gobetti scrivendo che «il suo volto era segnato da lividi profondi, sotto gli occhi e sotto le gote, e la fronte era imperlata di sudore». Il 15 febbraio la situazione diventa critica. Il giovane torinese «era spossato, la testa gli ricadeva giù, preso da sonnolenza; ma se la rialzava e ci vedeva, un sorriso, il suo bel sorriso puro da cherubino, rianimava il suo volto». Gobetti si spegne nella notte, cento anni fa. I due si erano conosciuti in un convegno a Firenze. Prezzolini, nato a Perugia nel 1882, all’epoca ha già alle spalle una brillante carriera. Con l’amico Giovanni Papini ha fondato appena ventunenne la rivista «Il Leonardo», spregiudicata e polemica. Poi nel dicembre 1908 ha creato «La Voce»: un settimanale politico-culturale fiorentino che ha fatto epoca, ospitando articoli di gente come Benedetto Croce, Gaetano Salvemini, Ardengo Soffici, Giovanni Amendola. Pagine da cui è un giunto un robusto stimolo al rinnovamento della vita italiana.

*Corriere della Sera 

 

 

 

 

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