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COCULLO E LA CIOCIARIA PIÙ VICINE: NASCE IL GRANDE CAMMINO DI SAN DOMENICO

Non è solo una questione di fede, ma un ponte di cultura e storia che attraversa l’Appennino. In preparazione all’attesissima edizione 2026 della Festa di San Domenico Abate e del Rito dei Serpari, il Comune di Cocullo e l’Associazione “Di Nola” hanno impresso un’accelerazione decisiva a un progetto ambizioso: il Cammino di San Domenico.

L’obiettivo, condiviso con determinazione dal sindaco Sandro Chiocchio e da Loreta Marchione (Associazione Di Nola), è quello di unire i luoghi della devozione al Santo attraverso una rete di sentieri che colleghi l’Abruzzo al Lazio, trasformando il rito del Primo Maggio in un’esperienza di pellegrinaggio moderna e strutturata.

Nella giornata di oggi, una delegazione ufficiale ha simbolicamente e materialmente aperto il primo tratto del tracciato in Ciociaria, terra fondamentale per il culto domenicano poiché ne custodisce le spoglie.

Il percorso ha preso il via dalla maestosa Abbazia di Casamari, snodandosi attraverso i territori di Castelliri e Isola del Liri, per giungere infine alla periferia di Sora. Qui, nella Basilica di San Domenico che ospita la tomba del Santo, si è suggellato il legame tra le comunità.

“Stiamo lavorando in sinergia per far crescere un itinerario che non è solo religioso, ma di valorizzazione territoriale,” spiegano gli organizzatori.

Questo nuovo segmento va a completare un puzzle geografico già avviato, aggiungendosi ai percorsi già esistenti:

  • Tratto Cocullo – Villalago: il cuore pulsante del culto locale.

  • Tratto Pretoro – Villamagna: a testimonianza della diffusione del rito nel chietino.

Il lavoro di coordinamento non si ferma qui. Il prossimo 18 aprile, Cocullo ospiterà un incontro cruciale tra i rappresentanti di tutti i paesi interessati. Durante l’assemblea verranno stabilite le regole definitive del Cammino, i disciplinari di accoglienza e la segnaletica ufficiale, così da rendere il tracciato fruibile in sicurezza per i camminatori e i devoti che si metteranno in viaggio verso il Primo Maggio.

La Festa dei Serpari 2026 si preannuncia dunque come l’anno della svolta: un evento che, partendo dalla tradizione millenaria del rito, punta a diventare il fulcro di un turismo lento e sostenibile capace di unire le diverse anime dell’Italia centrale.

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