IL 4 MARZO 1953 NASCE LA CAMERATA MUSICALE SULMONESE
4 marzo 1953
“NOTE” DI MERITO
Dalla seconda guerra mondiale l’Italia esce a pezzi. Il paese è distrutto ma in tutti c’è la voglia di reagire, di ricostruire, di ricominciare a vivere: in questo clima di ritrovata fiducia, un gruppo di amici – tutti innamorati della musica – si riunisce nell’hotel “Traffico” con l’intento di costituire «una Associazione Musicale che, perseguendo scopi educativi, organizzi concerti di musica classica e conferenze». E il 4 marzo 1953, primo giorno di vita della Camerata Musicale Sulmonese, nata dalla passione e dal coraggio di pochi e coraggiosi “pionieri”: Carlo Superbi, Vincenzo Masci, Salvatore Sambenedetto, Alessandro Bonafede, Franco Garella, Filippo Tella, Mariano Ferrara, Annibale Luigi Corvi, Antonio Tanturri, Mario Angelone, Raffaele Corradini, Renato Cercone, Dario Del Monaco. Grazie a loro, e soprattutto grazie alla tenacia e alla competenza dei suoi dirigenti – in primis il direttore artistico Filippo Tella – la Camerata Musicale ha saputo conquistarsi un posto di primissimo piano nel panorama culturale di Sulmona e dell’Abruzzo intero, con l’invidia-bile traguardo di 1.200 concerti proposti in sessant’anni di attività. “Padrino” d’eccezione fu il pianista Jean Micault che si esibì il 14 marzo 1953 al teatro Comunale.
4 marzo 1703
…EPOI SI MUORE
In vico Squadro, tra i numeri civici 2 e 4, c’è una finestra a pian terreno che ha questa frase incisa sull’architrave: «FAC 1703, A. D. 23 MAR, TANTO SI FA NEL MONDO E POI SI MUORE», “FAC[EVA] NELL’ANNO DEL SIGNORE 1703, IL 23 MAR[Z0] (..)”. La scritta è di poco posteriore al terrificante sisma che il 2 febbraio 1703, giorno della Candelora, rase al suolo Aquila e fece più di seimila vittime, ma è impossibile dire se si riferisca a questo evento luttuoso o fu la premonizione, altrettanto terrificante, del terremoto che di lì a tre anni, il 3 novembre 1706, sconvolse proprio Sulmona. Per carattere, sono un instancabile ottimista e mi piace pensare che quella frase esprima soltanto un sentimento di rammarico, che è sicuramente meglio della rassegnazione…




Sempre bello ricordare