DAL NON VERO AL POSSIBILE RIMPASTO: LA MEMORIA CORTA DELLA POLITICA
di Claudio Lattanzio
Cinque giorni. Tanto è bastato perché una notizia definita «totalmente priva di fondamento» tornasse improvvisamente possibile. Non per iniziativa dei giornalisti, ma per le parole dello stesso sindaco di Sulmona, Luca Tirabassi.
La vicenda è semplice e, proprio per questo, politicamente significativa. Nei giorni scorsi Reteabruzzo aveva anticipato le manovre politiche in corso e le possibili conseguenze sugli equilibri cittadini, parlando anche dell’ipotesi di un rimpasto di giunta. Una notizia che il sindaco aveva respinto con decisione, affidando a un comunicato ufficiale una smentita netta e, soprattutto, un attacco diretto ai giornalisti.
«Smentisco quanto riportato dal quotidiano, poiché non risponde a verità. È importante raccontare i fatti per quelli che sono. Non capisco come si possano veicolare alla pubblica opinione fatti, anche circostanziati, totalmente privi di fondamento», aveva dichiarato Tirabassi.
Parole pesanti, che lasciavano intendere una ricostruzione giornalistica fantasiosa, se non addirittura costruita ad arte. In altre parole, secondo il sindaco, qualcuno stava raccontando alla città qualcosa che semplicemente non esisteva.
Poi, però, la politica ha fatto il suo corso.
Oggi, in un articolo pubblicato dal quotidiano Il Centro, il sindaco adotta un tono completamente diverso. Il riferimento è alla notizia – anticipata proprio da Reteabruzzo – dell’incontro all’Hotel Meeting di Sulmona che avrebbe sancito il passaggio della vicepresidente del consiglio regionale e sindaca di Prezza, Marianna Scoccia, insieme al marito Andrea Gerosolimo, nelle fila di Forza Italia.
Di fronte a questo scenario, Tirabassi non smentisce più nulla. Anzi, apre chiaramente a possibili conseguenze anche sugli equilibri dell’amministrazione comunale.
«Sono naturalmente a conoscenza del probabile ingresso della consigliera regionale Marianna Scoccia nel partito di Forza Italia», afferma il sindaco, spiegando che a seconda degli sviluppi potrebbero derivare «conseguenze, automatiche o meno, sulla composizione dei nostri gruppi consiliari». Tradotto: se cambiano gli equilibri politici, si faranno le «valutazioni del caso».
Ed ecco che il rimpasto, fino a pochi giorni fa definito una fantasia giornalistica, torna improvvisamente sul tavolo della politica cittadina.
La questione, però, non è tanto il possibile riassetto della giunta – che rientra nella fisiologia della politica – quanto la sorprendente rapidità con cui cambia il racconto pubblico dei fatti. Prima si accusano i giornalisti di inventare notizie e di diffondere informazioni prive di fondamento, poi si ammette con naturalezza che gli scenari politici in evoluzione potrebbero portare proprio a quelle conseguenze che si negavano.
È una dinamica che dice molto del rapporto tra politica e informazione. Quando una notizia arriva prima del tempo, spesso diventa scomoda. E la reazione più immediata è quella di smentire, magari con toni duri. Poi però accade che la realtà, con il passare dei giorni, finisca per confermare ciò che era stato anticipato.
Nel frattempo, la politica locale continua a muoversi. L’ingresso di Marianna Scoccia in Forza Italia – se e quando verrà ufficializzato – potrebbe cambiare gli equilibri anche a Sulmona. E con la primavera ormai alle porte, non è affatto escluso che prima della fine del mese possano arrivare novità anche nella composizione dell’esecutivo cittadino.
Con buona pace di chi, solo qualche giorno fa, parlava di notizie «totalmente prive di fondamento».




si cambiano i partiti come si cambiano le mutande
Anche con la memoria corta, la nostra democrazia è dilaniata e non funzionante.
C’è bisogno di un sistema diverso per governare e amministrare come si dovrebbe.
Sinceri auguri
Democrazia? Come non accorgersi che siamo in monarchia? Abbiamo ampiamente superato persino l’oligarchia!
Non ci stupiamo più di tanto, tutto sembra già programmato.
Attenzione allo scoppio finale e agli incarichi successivi a tale scoppio.
Intanto Sulmona se ne va.
Quante persone rideranno di noi quanti verranno a saccheggiare quel poco che rimane quante aziende inquinanti faranno capolino. Quante strutture pubbliche se ne andranno. Ci vorrebbe un 2 febbraio pacifico, ma ci vorrebbe.