SANITÀ, LA MAGGIORANZA BOCCIA IL TAGLIO DELLE TASSE: SCONTRO SULLA RISOLUZIONE PAOLUCCI
Non si ferma il braccio di ferro sulla gestione finanziaria della sanità abruzzese. Dopo il dibattito sulla medicina d’urgenza, i lavori della quinta commissione sono proseguiti con l’esame di un documento economico cruciale: la risoluzione presentata dai consiglieri del Pd Silvio Paolucci e Pierpaolo Pietrucci (presente ai lavori della commissione solo Paolucci) riguardante la “Sostenibilità della programmazione economica del nuovo programma operativo 2026-2028”.

La proposta: meno tasse con il riparto del Fondo sanitario
Il cuore della risoluzione Paolucci-Pietrucci puntava a un alleggerimento della pressione fiscale regionale. Il documento chiedeva alla giunta di impegnarsi formalmente affinché, in caso di arrivo di maggiori risorse strutturali derivanti da una revisione dei criteri di riparto del Fondo sanitario nazionale, o in presenza di un equilibrio economico-finanziario certificato dai ministeri affiancanti, si procedesse a una progressiva riduzione dell’addizionale regionale Irpef e dell’aliquota Irap.
Secondo Silvio Paolucci, le eventuali maggiori entrate avrebbero dovuto essere destinate “in via esclusiva” alla riduzione delle tasse che attualmente gravano sui cittadini e sulle imprese abruzzesi per coprire il disavanzo sanitario.
Il “no” della maggioranza
Nonostante le argomentazioni del proponente, il documento ha trovato la netta opposizione del centrodestra. La risoluzione è stata respinta dalla maggioranza dei commissari, che hanno blindato la programmazione economica del programma operativo 2026-2028 così come impostata dall’esecutivo.
La bocciatura segna un punto di distanza profondo tra le forze politiche: da un lato l’opposizione che spinge per un “dividendo fiscale” da restituire ai contribuenti in caso di conti in ordine o nuove risorse romane; dall’altro la maggioranza che, al momento, preferisce mantenere l’attuale assetto delle aliquote per garantire la sostenibilità complessiva del sistema sanitario regionale nel prossimo triennio.
Il dibattito sulla pressione fiscale e sulla reale copertura del debito sanitario resta dunque aperto e promette di riaccendersi nelle prossime sessioni del consiglio regionale.





