PREMIO CROCE 2026: AL VIA LA SFIDA TRA I 9 LIBRI FINALISTI
Come si difende la libertà quando i venti di guerra soffiano sempre più forte? E quale responsabilità abbiamo verso un ecosistema che vacilla? Non sono domande retoriche, ma il cuore pulsante della XXI edizione del Premio Nazionale Benedetto Croce di Pescasseroli.
Nell’Aula Magna del Liceo Classico “G. d’Annunzio” di Pescara, il responsabile del Premio, Pasquale D’Alberto, ha dato ufficialmente il via ai lavori, presentando la rosa dei nove libri finalisti che passeranno ora al vaglio di una giuria unica nel suo genere: un “esercito” di 3.000 giurati popolari distribuiti in 70 giurie su tutto il territorio nazionale.
La parola ai lettori: da Biella a Soriano Calabro
Il Premio Croce si conferma un esperimento sociale e culturale d’avanguardia. Collegati via YouTube, studenti e cittadini di ogni regione — da Torino a Casamicciola d’Ischia, passando per Macerata, Foggia e le province abruzzesi — inizieranno da oggi un percorso di lettura critica che durerà due mesi.
“Il pensiero e l’azione di Benedetto Croce rivivono oggi nella capacità di interrogarsi sul presente”, ha sottolineato D’Alberto, ricordando come i temi della democrazia e dell’ecologia siano il filo conduttore di questa edizione.
I finalisti: Narrativa, Giornalismo e Saggistica
La giuria ufficiale, presieduta dalla scrittrice Dacia Maraini, ha selezionato titoli di altissimo profilo che spaziano dalla riflessione filosofica all’analisi geopolitica:
| Sezione | Titoli e Autori |
| Narrativa | La fila alle poste (C. Valerio), Platone (M. Nucci), Ersilia e le altre (L. Tancredi) |
| Letteratura Giornalistica | I figli dell’odio (C. Sala), The Presidents (M. Maggioni), Una come noi (G. Bianconi) |
| Saggistica | La scomparsa dei giovani (A. Rosina), Energia (R. Battiston), Il fascismo e noi (R. Esposito) |
Una menzione speciale è stata inoltre assegnata a L’orso e la formica (Tosoni, D’Amicis, Esposito), opera dedicata al Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (PNALM).
Memoria e Ambiente: Il monito di Chernobyl
L’apertura dei lavori è stata segnata dalla toccante lectio magistralis del Professor Cristian Massimi (Università di Bologna e INFN). Nel 40° anniversario del disastro di Chernobyl, Massimi ha ricostruito quella ferita storica attraverso dati e simulazioni, evidenziando quanto la tutela dell’ecosistema sia una sfida ancora aperta e drammaticamente legata alla nostra sopravvivenza democratica.
Il percorso verso il 25 luglio
Il cammino del Premio vivrà una tappa fondamentale il 21 maggio a L’Aquila, nell’anno in cui il capoluogo è Capitale Italiana della Cultura: qui le giurie popolari esprimeranno il loro verdetto. A giugno la giuria della Maraini ufficializzerà i vincitori, che saranno infine premiati nel tradizionale scenario di Pescasseroli il 25 luglio.
L’evento gode del sostegno della Regione Abruzzo — rappresentata dalla consigliera Maria Assunta Rossi — e del main sponsor Intesa Sanpaolo, a conferma di un legame indissolubile tra territorio, istituzioni e cultura.




