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ORDIGNO BELLICO TRA I RIFIUTI DEL COGESA

Ordigno bellico tra i rifiuti al Cogesa, artificieri in azione a Noce Mattei

Non un semplice scarto, ma un residuato bellico risalente con ogni probabilitĆ  alla Seconda guerra mondiale. ƈ la scoperta fatta nei giorni scorsi all’interno dell’impianto di trattamento rifiuti del Cogesa, in localitĆ  Noce Mattei, dove tra i materiali conferiti ĆØ comparsa una bomba da mortaio da 81 millimetri.

A individuarla ĆØ stato un operaio durante le normali operazioni di lavorazione. Resosi conto della natura dell’oggetto, ha immediatamente informato il capo servizio e i vertici della societĆ  partecipata, guidata dall’amministratore unico Nicola Sposetti. Da lƬ ĆØ scattato il protocollo di sicurezza.

Sul posto sono intervenuti in pochi minuti i carabinieri della compagnia di Sulmona, che hanno provveduto a delimitare e mettere in sicurezza l’area, mentre la squadra artificieri della questura di Pescara ha effettuato le verifiche tecniche. Gli specialisti hanno accertato che si trattava di un ordigno da esercitazione, privo di carica esplosiva e giĆ  in parte utilizzato, dunque innocuo.

Dopo gli accertamenti, il residuato ĆØ stato rimosso e trasferito in un’area idonea, lontano dal centro abitato, dove questa mattina ĆØ stato fatto brillare in piena sicurezza. Le operazioni si sono svolte sotto il coordinamento del prefetto Vito Cusumano e con l’informativa alla Procura della Repubblica di Sulmona.

L’episodio riporta l’attenzione sulle modalitĆ  di conferimento dei rifiuti e sull’abitudine, ancora diffusa, di lasciare i mastelli incustoditi sul suolo pubblico. Un comportamento che contrasta con l’ordinanza del 2012, la quale impone la custodia dei contenitori all’interno delle pertinenze private, proprio per evitare episodi anomali o pericolosi.

Intanto il Cogesa, dopo le difficoltĆ  registrate a metĆ  gennaio con il ritiro dei rifiuti, sta lavorando all’acquisto di nuovi mezzi attraverso una gara europea. Gli atti sono in fase di predisposizione e pubblicazione, anche se la procedura era attesa giĆ  entro la fine di febbraio.

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