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CASTEL DI SANGRO, RISSA DOPO IL MATCH: SCATTANO LE RICHIESTE DI DASPO

Quello che doveva essere un pomeriggio di sport si è trasformato in un assalto da far west. Non è bastato il pirotecnico 3-3 maturato sul campo a placare gli animi tra Castel di Sangro e la tifoseria ospite: al triplice fischio, la tensione è tracimata dagli spalti all’antistadio, trasformandosi in una rissa brutale che ora costerà carissima ai protagonisti.

Secondo le prime ricostruzioni dei Carabinieri, la scintilla sarebbe scoppiata per futili motivi, probabilmente un commento di troppo sull’esito della gara. Dalle minacce verbali si è passati in pochi istanti alla violenza fisica: una decina di persone si sono affrontate in un corpo a corpo fatto di calci e pugni.

Ad avere la peggio sono stati alcuni calciatori e dirigenti del Castel di Sangro, colpiti duramente (anche al volto) nel tentativo di sedare il parapiglia o rimasti coinvolti nell’imboscata. Solo l’intervento tempestivo dei militari della Compagnia locale, coordinati dal capitano Giuseppe Testa, ha evitato il peggio, permettendo di isolare la tifoseria ospite e riportare l’area in sicurezza.

La linea dell’Arma è durissima. I Carabinieri sono già al lavoro per dare un nome e un volto ai dieci esagitati coinvolti. Per loro la strada è tracciata. La Procura di Sulmona ha aperto un fascicolo per rissa aggravata in concorso. È stata già avviata la procedura per richiedere il Daspo al Questore Fabrizio Mancini.

“I protagonisti di questi disordini non potranno più mettere piede in uno stadio”, è il messaggio che filtra dagli ambienti investigativi.

Nonostante la violenza dello scontro, il bilancio medico è fortunatamente contenuto. I sanitari del 118, intervenuti prontamente sul posto, hanno medicato circa dieci persone. Ferite lievi per tutti e nessun ricovero necessario, ma resta la macchia indelebile su una giornata che con il calcio non ha avuto nulla a che fare.

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