RIVOLTA AL CARCERE DI SULMONA: CINQUANTA DETENUTI RIFIUTANO IL RIENTRO IN CELLA
Rivolta al carcere di Sulmona, tensione nella sezione di massima sicurezza: cinquanta detenuti rifiutano il rientro in cella
Un’ora di alta tensione, poi il rientro, ma con la minaccia di nuove proteste. È quanto accaduto nel carcere di massima sicurezza di Sulmona, dove un gruppo di circa cinquanta detenuti, appartenenti ad un’intera sezione dell’istituto, ha inscenato una rivolta rifiutandosi di rientrare nelle proprie camere detentive al termine dell’ora d’aria.
La protesta è esplosa nel pomeriggio, quando i reclusi hanno deciso di prolungare ad oltranza il passeggio, opponendo resistenza agli agenti della polizia penitenziaria intervenuti per ripristinare l’ordine. Alla base del gesto ci sarebbero le nuove direttive ministeriali che, secondo i detenuti, avrebbero modificato in maniera significativa tempi e modalità dell’ora d’aria, incidendo anche su alcuni aspetti dei regolamenti interni.
Per circa sessanta minuti la situazione è rimasta in bilico, con momenti di forte tensione all’interno della sezione interessata. Non si registrano feriti, ma l’episodio riaccende i riflettori sulle condizioni di vita all’interno degli istituti di pena e sul clima che si respira nelle carceri italiane. Alla fine i detenuti hanno deciso di rientrare nelle celle, pur annunciando ulteriori iniziative di protesta qualora le loro richieste non dovessero essere ascoltate.
Proprio questa mattina, intanto, nella struttura peligna è in corso il blitz della Camera penale di Sulmona, impegnata in una verifica diretta delle condizioni dei reclusi. L’iniziativa si inserisce nel dibattito nazionale sul sovraffollamento carcerario, un fenomeno che continua ad assumere proporzioni sempre più preoccupanti.
I numeri aggiornati al 31 gennaio parlano chiaro: nei 189 istituti penitenziari italiani sono presenti 63.734 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 51.271 posti. Di questi, almeno 4.500 risultano però non disponibili perché inagibili. Il tasso medio di sovraffollamento si attesta così intorno al 136 per cento.
Una condizione che riguarda anche il carcere di Sulmona, dove a fronte di 523 posti regolamentari risultano presenti 663 detenuti. Un dato che fotografa una pressione costante sulla struttura e sul personale penitenziario, chiamato quotidianamente a garantire sicurezza e gestione in un contesto sempre più complesso.
L’episodio di ieri rappresenta l’ennesimo segnale di un malessere diffuso che, tra nuove disposizioni organizzative e spazi ridotti, rischia di trasformarsi in tensione permanente all’interno delle carceri.



pure i delinquenti fanno rivendicazioni sindacali, poi ad un onesto e flagellato cittadino gli viene da pensare “un lancia fiamme no?” e viene pure criticato e denunciato, povera Italia …