FONDI EUROPEI, SETTE IMPRENDITORI A GIUDIZIO PRELIMINARE
Fondi europei e presunte irregolarità, quattro imprenditori archiviati: sette a giudizio preliminare
Si alleggerisce il fronte dell’inchiesta sui presunti illeciti legati ai contributi europei destinati all’agricoltura: il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Sulmona ha disposto l’archiviazione per quattro degli undici imprenditori peligni inizialmente finiti sotto accusa per truffa aggravata ai danni dello Stato, favoreggiamento e falso.
Il gip ha accolto la richiesta della Procura europea che, al termine degli approfondimenti investigativi, ha ritenuto che per i quattro indagati non vi fossero “ragionevoli previsioni di condanna”. La loro posizione era stata in precedenza stralciata rispetto al troncone principale dell’indagine.
Diversa la situazione per gli altri sette imprenditori della Valle Peligna e della Valle Subequana, comparsi davanti al gup del Tribunale di Sulmona, Emanuele Lucchini, per la prima udienza preliminare. Nei loro confronti la Procura europea, dopo averli interrogati, ha chiesto il rinvio a giudizio.
Secondo l’impostazione accusatoria, i fatti contestati si sarebbero verificati tra il 2017 e il 2022. Agli imputati, difesi dagli avvocati Alessandro Margiotta, Vincenzo Colaiacovo, Piercarlo Cirilli, Gaetano Biasella e Mariangela Romice, viene contestato, a vario titolo, l’utilizzo illecito degli strumenti di accesso ai fondi europei. In particolare, l’accusa ipotizza che in alcuni casi sarebbero stati sottoscritti falsi contratti di affitto di fondi rustici, allegati alla domanda unica annuale per l’ottenimento dei contributi previsti dalla Politica agricola comune.
Gli imprenditori hanno respinto ogni addebito, dichiarandosi estranei ai fatti e pronti a sostenere le proprie ragioni nel corso del procedimento. Le difese, nel corso dell’udienza, hanno sollevato diverse eccezioni preliminari, tra cui l’inutilizzabilità delle intercettazioni acquisite durante le indagini.
L’udienza è stata aggiornata al 9 aprile, data in cui il giudice sarà chiamato a decidere sulle richieste della Procura europea.
Solo nel maggio dello scorso anno si era chiuso un altro filone investigativo collegato alla stessa materia, coordinato dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura dell’Aquila: un’inchiesta di ampia portata che aveva coinvolto 75 tra persone fisiche ed enti, di cui 44 individui e 31 società distribuite in diverse regioni italiane, Abruzzo compreso.



