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IL CARDINALE MATTEO ZUPPI SUI BAMBINI RAPITI DAI RUSSI E I QUATTRO ANNI DI GUERRA IN UCRAINA

di Federica Farda 

L’AQUILA – “Ne mancano tanti e purtroppo tanti orfani!” Con questo affermazione ha risposto il presidente della Cei, cardinale Matteo Zuppi, ad un messaggio inviato in occasione del quarto anniversario dell’inizio della guerra in Ucraina. Un’affermazione che fotografa la situazione attuale. L’arcivescovo di Bologna, che ha aperto la Porta Santa della aquilana di Collemaggio nel 2020, conosce bene la situazione nel Paese di Zelensky.
Papa Francesco, dal maggio 2023, gli affidato il compito di distendere le relazioni diplomatiche tra Russia e Ucraina e preparare il terreno alla pace. Una missione che ha subito prodotto gesti di umanità quali il rientro dei minori ucraini che erano stati trasferiti in Russia. Fino ad ora il porporato ha compiuto cinque viaggi per mediare tra i due Governi, anche per quel che concerne lo scambio dei prigionieri. Al momento, è certo che solo una parte dei 19 mila minori deportati è potuto ritornare a casa, ricongiungendosi, in qualche modo, con le loro famiglie di origine, come pure la liberazione di due sacerdoti ucraini. Un risultato giudicato positivamente dal Governo di Kiev che ha espressamente parlato di “risultati rilevanti”. L’intervento della Santa Sede era stato sollecitato dallo stesso Zelensky quando fu ricevuto da Bergoglio nella primavera del 2023.
Il presidente della Cei Matteo Zuppi è, in certo senso, un figlio aquilano: la sua famiglia si è formata nel capoluogo abruzzese. I suoi genitori, infatti, furono uniti in matrimonio nel 1947 dall’arcivescovo aquilano Carlo Confalonieri, zio della mamma, nella cappella dell’episcopio. Un episodio che ha citato lo stesso cardinale Matteo Zuppi nella sua omelia a Collemaggio il 28 agosto 2020 ricordando anche le sue visite da bambino in città accompagnando il prozio, nel frattempo elevato alla porpora cardinalizia e nominato dalla municipalità aquilana Defensor civitatis. In quell’omelia, di quasi sei anni fa, l’arcivescovo di Bologna sottolineava l’importanza della Perdonanza connessa alla necessità del Perdono per liberare il cuore attanagliato dalla pandemia del male arrivando a definire la misericordia il suo vaccino per aver futuro: i temi alla base della sua missione tra le diplomazie russe e ucraine.

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