CAPITALE CULTURA. STEFANO ALBANO (PD): “DALL’INAUGURAZIONE TUTTO E’ FERMO”
L’AQUILA – “Ad anno ormai abbondantemente
iniziato, mentre si è in attesa degli esiti dell’avviso Restart-Filone B2,
ancora non viene emanato quello finalizzato alle iniziative da realizzarsi
nei comuni del comprensorio aquilano nell’ambito della Capitale
italiana della cultura”.
Lo denuncia Stefano Albano, capogruppo del Partito democratico al
Consiglio comunale dell’Aquila.
“Della Capitale della cultura abbiamo sempre parlato come di una
straordinaria opportunità, mettendoci anche a disposizione
dell’amministrazione e offrendo collaborazione e suggerimenti, ma
occorre anche segnalare le cose che non vanno. Il 2026 può
rappresentare l’occasione per recuperare e rafforzare la vocazione
culturale che, per decenni, ha reso L’Aquila un modello nazionale e su
cui siamo convinti si possa costruire un rilancio economico e sociale
sostenibile e duraturo”, dice Albano. “A patto che non venga declinata,
però, come un lungo cartellone di eventi effimeri ma si interpreti, al
contrario, come un investimento sul futuro, a partire dai giovani”.
“Il ruolo di Capitale della cultura non è ad esclusivo appannaggio delle
istituzioni ma riguarda l’intera collettività. Riguarda la comunità,
riguarda L’Aquila, riguarda questa provincia e questa regione. Riguarda
il territorio! È un’opportunità da condividere”, sottolinea il capogruppo
del Pd. “E proprio il resto del territorio, non sembra essere messo in
condizione di avere voce in capitolo. A partire dalle solite modalità
accentratrici con cui si approccia alle questioni, basti ricordare che il
sindaco Biondi ha riunito i sindaci del comprensorio solo a dicembre
per dare una parvenza di condivisione di scelte che, invece, erano
sostanzialmente già state prese”.
“Ci preoccupa che si sia in forte ritardo con i bandi, e che quelli usciti
finora, come abbiamo già denunciato, lascino indietro le realtà più
piccole e però dinamiche e creative, quelle che non afferiscono al Fus
ma che arricchiscono il tessuto culturale cittadino e che meritano un
investimento forte”, continua Albano, ricordando come “il previsto
cofinanziamento al 50% è peraltro oneroso per le piccole realtà, finisce
quindi per escludere chi non ha già di suo risorse sufficienti per le
anticipazioni”.
“Siamo a marzo ormai”, conclude il capogruppo Pd, “e ancora non
esce il bando della Linea C, quello cioè rivolto alla cosiddetta città
territorio, cioè ai comuni che orbitano intorno alla città. È assurdo un
tale ritardo che fa risultare monco il programma di eventi della Capitale
della cultura, e proprio dei feedback che dovevano venire dal basso,
arricchendo il cartellone di un'impronta identitaria fondamentale. Dal
giorno dell’inaugurazione del 17 gennaio, sembra infatti che la Capitale
della cultura si sia fermata. Chiediamo che venga il prima possibile
pubblicato il bando, per mettere in condizione tutto il territorio di
partecipare senza fare discriminazioni fra associazioni o operatori, e
soprattutto fra i cittadini”.



