STALKING ALLA VICINA, CONFERMATA IN APPELLO LA CONDANNA PER UN 47ENNE DI COCULLO
COCULLO – Una convivenza diventata incubo, tra rumori molesti, fumi e rifiuti lanciati nella corte dell’attività commerciale. La Corte d’Appello dell’Aquila ha confermato la condanna a un anno e nove mesi di reclusione per Emanuele Risio, 47enne di Cocullo, ritenuto responsabile di atti persecutori nei confronti della vicina di casa.
I giudici di secondo grado hanno ribadito integralmente la sentenza pronunciata lo scorso anno dal Tribunale di Avezzano, disponendo anche il risarcimento dei danni – da quantificare in sede civile – e il pagamento delle spese processuali.
La vicenda risale al 2024 ed era emersa a seguito della denuncia della donna, titolare di un’attività commerciale nel piccolo centro della Valle del Sagittario. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, negli anni la vittima sarebbe stata sottoposta a una serie di comportamenti vessatori che avrebbero inciso pesantemente non solo sulla sua attività lavorativa, ma anche sulle sue abitudini di vita quotidiana.
In particolare, l’uomo avrebbe costretto la vicina a sopportare rumori continui, la propagazione di fumi provenienti da fuochi accesi in modo indiscriminato e perfino il lancio di rifiuti organici all’interno della corte di pertinenza dell’esercizio commerciale. Una situazione divenuta, secondo l’accusa, insostenibile.
La donna si era quindi rivolta ai carabinieri della compagnia di Sulmona, che avevano avviato le indagini. Per il 47enne erano scattati gli arresti domiciliari. Tuttavia, pochi giorni dopo l’applicazione della misura, l’uomo si era recato in commissariato per denunciare la stessa vicina, violando così le prescrizioni e finendo in carcere.
Un clima di tensione tale da rendere necessario l’intervento dell’autorità giudiziaria per separare le parti e ristabilire condizioni di serenità.
Il 47enne resta attualmente detenuto anche per un’altra vicenda giudiziaria. Il 13 agosto 2024, in un bar di via Patini a Sulmona, mentre si trovava agli arresti domiciliari, era stato fermato per un controllo e, secondo l’accusa, aveva staccato a morsi l’orecchio di un carabiniere. Per quel fatto era stato condannato dal Tribunale di Sulmona a cinque anni e tre mesi di reclusione, pena recentemente ridotta in Appello a tre anni.
Con la conferma della condanna per stalking, si chiude dunque un altro capitolo giudiziario che aveva scosso la comunità di Cocullo.


