MISERERE, ATTENTI AL PASSO!
di Luigi Liberatore
Venerdì santo è ancora lontano ma la musica del Miserere si sta lentamente insinuando in ogni angolo della città con una delicatezza che sorprende. Si fa strada con l’amabilità triste del preannuncio della sofferenza, soprattutto tra i vicoli, disdegnando magari le principali vie di traffico che per necessità sono sorde ad ogni richiamo della memoria. La processione dei Trinitari conserva qualcosa di mistico e di ancestrale che il tempo non riesce ad intaccare nella essenza più intima, a mutarne cioè il messaggio spirituale che parla all’anima. Sulmona ha questo vanto, di possedere il nucleo di una cerimonia religiosa, quasi aristocratica, di cui oltre cento cantori sono gli interpreti di un Miserere sempre struggente sulle cui note, per una notte almeno, rende il Cristo uno come noi tutti. Non noi come Cristo, intendiamoci. Tutto chiaro sotto il profilo spirituale, tuttavia i trinitari sono alle prese anche con problemi terreni, anzi terra-terra per capirci, affinché la processione sia sempre al top. Uno di questi è rendere sempre omogeneo l’incedere degli oltre cento cantori, farli cioè sfilare in maniera ordinata: farli marciare. Per molti di loro sarà come tornare sotto le armi e battere il passo agli ordini dei caporali, che nella fattispecie saranno i maestri Alessandro Sabatini e Mirko Caruso ai quali toccherà scandire il classico uno-due. Non solo. Il gruppo dei cantori comincia ad avvertire la necessità di un ricambio per cui si sta pensando ad introdurre nelle scuole a Sulmona non una nuova materia ma un indirizzo alla formazione di nuovi cantori per un Miserere che ha in città radici ultrasecolari. Imparare a cantare a scuola e battere il passo? Non deve far paura se fatto nel nome del Signore!



IL PASSO PER IL CORO E’ STATO SEMPRE UN OPTIONAL….LE PRIME FILE LO PORTANO, PIU’ SI VA VERSO IL MEZZO O IL RETRO E PIU’ SEMBRANO DELLE PECORE AL PASCOLO….VERGOGNAAAA