SULMONA, MINACCIANO VOLONTARIO CHE ACCUDISCE I GATTI: CONIUGI CONDANNATI
Quello che era nato come un banale diverbio di quartiere per la gestione dei gatti randagi si è trasformato in un caso giudiziario conclusosi con una condanna penale. Il giudice del Tribunale di Sulmona, Concetta Buccini, ha inflitto un mese di reclusione a Francesco Le Donne (59 anni) e ventisei giorni a Paola Biffi (52 anni), ritenuti responsabili di violenza privata aggravata.
Oltre alla pena detentiva, i due coniugi sono stati condannati al pagamento di circa cinquemila euro, cifra che comprende le spese processuali e il risarcimento del danno alla parte lesa.
I fatti risalgono al 3 settembre 2022. Secondo l’impianto accusatorio, la coppia avrebbe affrontato un 50enne, presidente di un’associazione animalista, mentre quest’ultimo era intento a nutrire i gatti della zona. Il movente dell’aggressione sarebbe da ricercare nel forte dissenso dei coniugi sulla gestione dei randagi, accusati di “attirare sporcizia” e creare degrado nel quartiere.
La discussione è degenerata rapidamente in un vero e proprio atto intimidatorio. Stando agli atti d’indagine, i due avrebbero minacciato l’uomo con frasi inequivocabili:
“Adesso prendo la spranga e ti spacco la testa” e “Portati i gatti a casa tua, qua non ci devi venire più”.
Dalle parole si è passati ai fatti: dal bagagliaio di una Fiat Punto grigia è spuntato un bastone con cui l’uomo è stato minacciato. L’episodio è culminato con alcuni spintoni che hanno costretto il volontario ad allontanarsi e a sporgere denuncia, assistito dall’avvocata Mariella Iommi.
Il giudice ha riconosciuto l’aggravante dei futili motivi, individuati proprio nel contrasto sulla presenza degli animali. Al 59enne è stato inoltre contestato il porto abusivo di armi improprie (oggetti atti a offendere).
Tuttavia, durante il dibattimento è caduta l’aggravante del nesso teleologico: è stato infatti accertato che l’arma non era stata portata fuori dall’abitazione con la specifica intenzione di essere usata per l’aggressione, escludendo così la tesi della premeditazione.
La coppia, difesa dall’avvocato Mauro Sciullo del Foro di Sulmona, ha respinto ogni accusa fino all’ultimo. La loro versione dei fatti si basava su una richiesta di decoro urbano. I coniugi sostengono di essersi limitati a protestare per i resti di cibo lasciati in strada. Secondo la difesa, l’area era costantemente invasa da rifiuti legati al nutrimento dei gatti.
Nonostante queste argomentazioni, il giudice ha ritenuto provata la responsabilità penale per le minacce e la violenza esercitata, chiudendo così il primo capitolo di una vicenda che ha scosso il vicinato.



